Inter, una nuova anima slava per dare l’assalto alla Serie A

Genio e sregolatezza. Tanto stoffa ma altrettanta incostanza. La Jugoslavia – e i paesi che da essa sono nati – è sempre stata per il calcio un serbatoio di inesauribile talento calcistico.

Non è un caso che fino alla sua divisione era chiamata il Brasile d’Europa e che tanti tra i più dotati calciatori dal punto di vista tecnico del Vecchio Continente sono nati proprio lì: Savicevic, Boban, ma anche Boksic, Mijatovic e Mihajlovic.

Giusto per citare alcuni dei nomi più recenti e noti calciatori che hanno anche giocato nel nostro campionato. Personaggi duri, affascinanti e con aspetti oscuri da diventare quasi mitologici. Quell’anima slava che ti rende unico e diverso e che quest’anno accompgnerà anche l’Inter in quella che per tutti in casa nerazzurra dovrà essere la stagione della rinascita. Thohir, Ausilio, Fassone e Mancini hanno deciso di ripartire da loro. Da quei calciatori slavi chiamati a rimettere in moto gli ingranaggi nerazzurri. E’ partito, certo, il centrocampista più promettente ma anche tatticamente indecifrabile che era in rosa fino a qualche settimana fa: Mateo Kovacic.

Ma sono arrivati giocatori che hanno reso la rosa decisamente più competitiva. E’ il caso soprattutto di Stevan Jovetic, tre gol in due partite e sei punti conquistati esclusivamente grazie alle sue gesta. Il montenegrino sembra calciatore più maturo rispetto a quello che lasciò Firenze per approdare al City e ha subito messo le cose in chiaro mettendo in mostra quella personalità che con la casacca viola troppo spesso gli è mancata.

Jovetic dopo 180 minuti è già un punto di riferimento irrinunciabile, un perno della squadra nerazzurra come lo è da anni Samir Handanovic. “Sono rimasto perché voglio riportare l’Inter in Champions”, ha detto recentemente l’estremo difensore sloveno chiamato a guidare un reparto arretrato completamente nuovo con Miranda e Murillo che non potrà contare causa infortunio sull’esperienza del serbo Vidic.

Fondamentale a centrocampo sarà Marcelo Brozovic. Trequartista, ma soprattutto mezzala, l’ex Dinamo Zagabria è centrocampista moderno e completo pronto a fare la differenza dopo sei mesi di rodaggio. Infine, l’acquisto dell’ultima ora: Adem Ljajic. Anche lui è esploso a Firenze, anche lui è sbarcato a Milano per ritrovarsi dopo un’avventura poco edificante. Il talento per imporsi agli ordini di Mancini non gli manca. Ha qualità tecniche invidiabili e salta l’uomo nell’uno contro uno con estrema facilità. Deve migliorare in zona gol e in termini di continuità. Pregi e difetti che rispecchiano fedelmente i canoni della scuola slava.