Disastro Inter – Stramaccioni e Guarin a picco

Altro indecoroso spettacolo offerto ieri sera dalla squadra nerazzurra davanti agli occhi dei propri sostenitori. Prova drammaticamente disarmante dell’intera squadra, (eccezion fatta di pochi eletti) non si salva quasi nessuno e Stramaccioni sembra aver totalmente perso il comando della barca.

Quale era il modulo ? Dall’alto della tribuna, molti sguardi incuriositi osservavano la disposizione tattica dell’Inter, cercando di capire come fosse disposta in campo, perché al contrario dell‘Udinese, che presentava una classica linea da 3-5-2,armoniosa e letale, i nerazzurri apparivano disordinati in qualsiasi reparto. Juan Jesus e Nagatomo disadattati, il primo sul centro destra ed il giapponese come fluidificante destro, in mezzo al campo non c’era alcuna linea a 3 con kovacic, Kuzmanovic e Guarin, dato che quest’ultimo, tendeva a stare spesso 20 metri più avanti del previsto, lasciando Kovacic e Kuzmanovic spesso soli in balia del pressing avversario. Insomma, solita confusione che ci accompagna da inizio anno: si parte con un ipotetico 3-5-2 che l’anarchia tattica di Guarin trasforma in 3-4-2-1 per poi passare ad un 4-3-3.

Possibile che Stramaccioni non si accorga? E’ ovvio che il primo ad accorgersi di certi errori sia l’allenatore, il quale, da bordo campo, continuava a sbraitare cercando di scuotere i suoi, ciò che è peggio infatti, è che si ha la sensazione che nessuno lo segua. Osservando il primo gol, e leggendo semplicissimi manuali di base che spieghino il 3-5-2, potrete notare come ci sia una negligenza tattica di almeno 3 giocatori: Nagatomo troppo alto, non offre l’ausilio di passaggio a Juan, Kovacic Sbaglia ad andare in raddoppio lasciando libero l’inserimento di Pinzi ed ultimo Guarin lontanissimo dalla sua zona di competenza.

Tutti con Stramaccioni ? Insomma, ieri dalle tribune emergevano 2 cose, la prima era che l’Udinese fosse messa benissimo in campo, la seconda, invece, che l’Inter fosse schierata in modo pessimo. Al di la delle frasi di circostanza che ogni calciatore utilizza, sembra proprio che il tecnico romano abbia perso la bussola della squadra e che gli uomini a sua disposizione si concedano troppe inconcepibili licenze. Guarin ne è l’emblema.