Inter-Udinese è una sentenza: Palacio sulla via del declino, serve un’alternativa

Doveva essere la notte di Roberto Mancini, della sua prima vittoria in campionato, invece è stata la grande rivincita di Andrea Stramaccioni, che ha giocato un brutto scherzetto alla sua ex squadra. La sconfitta contro l’Udinese acuisce una crisi senza fine e allunga a 5 la striscia di partite senza vittorie dell’Inter. L’ultimo successo risale al 29 ottobre, oltre un mese fa, contro la Sampdoria, grazie a un rigore al 90′ di Icardi. Da allora solo delusioni, con le sconfitte contro Parma, Roma e Udinese e i pareggi con Verona e Milan.

Il sentimento di Mancini a fine gara (“sono incavolato nero”) è quello di tanti tifosi interisti che hanno visto sciogliersi come neve al sole la squadra dopo un primo tempo generoso e molto propositivo, senza dubbio uno degli spezzoni di gara più belli della stagione. Se cambiando la guida tecnica i risultati rimangono gli stessi, allora è lampante che i problemi di questa Inter sono i giocatori.

Uno su tutti merita di salire sul banco degli imputati: Rodrigo Palacio. Il Trenza, non solo non segna da 215 giorni, ma ieri sera ha praticamente regalato il goal del 2-1 a Thereau con un retropassaggio suicida. Un erroraccio che ha messo in ginocchio i compagni, incapaci di reagire all’uno-due dei friulani. L’argentino è l’emblema del momentaccio nerazzurro: non segna, non tira mai in porta (soprattutto da quando è arrivato il Mancio) e non riesce nemmeno a rendersi utile alla squadra.

Ma che fine ha fatto l’implicabile bomber che l’anno scorso con i suoi goal (17 in campionato) ha riportato la squadra in Europa League? Purtroppo non c’è più. A quasi 33 anni, Palacio sembra aver imboccato la strada del declino, la stessa percorsa dal connazionale Milito la passata stagione. Ad inchiodare il bomber di Bahia Blanca non sono solo i numeri (zero reti in 15 gare stagionali), ma soprattutto le prestazioni complessive.

Se l’anno scorso il suo nome era sempre tra i migliori in campo, quest’anno sono molte più le volte in cui è finito dietro la lavagna e le sue prove convincenti sono davvero merce rara: Cesena e Verona le uniche gare in cui il Trenza si è meritato la sufficienza piena.

Se l’anno scorso l’argentino si prendeva spesso e volentieri sulle spalle il resto della squadra, quest’anno è un fardello insostenibile. Per colpa di un mercato sbagliato, in pratica Mancini si ritrova con lo stesso problema di Mazzarri, ovvero senza un’alternativa a Palacio. Prestazioni alla mano non ci sono dubbi che Icardi e Osvaldo meriterebbero sempre una maglia da titolare, ma i due possono sì giocare insieme ma non sono complementari.

L’errore sta quindi alla base ed è quello di aver sottovalutato l’infortunio alla caviglia patita dal giocatore ai Mondiali in Brasile e di non aver acquistato un suo sostituto in estate. Senza dimenticare il goal divorato nei supplementari della finale contro la Germania, un errore che evidentemente ha lasciato degli strascichi (seppure inconsci) nel giocatore. Magari basta un goal per sbloccarsi, ma se così non fosse il futuro è molto più nero che azzurro.

FONTEgoal.com