Inter, tutto deciso: Milito dirà addio, caccia alla prima punta per Mazzarri

Adesso che è tutto più chiaro, ma comunque per gli addetti ai lavori si trattava di una sorta di Mistero di Pulcinella, si può passare all’analisi anche del recente passato, ovvero di quanto fatto presente da Diego Milito all’Inter già in estate.

Lo spartiacque mediatico, ma anche molto pratico, è tutto dentro le parole di Erick Thohir, uno che davanti alle telecamere non ha ancora imparato (e forse non vuol neppure farlo) a bluffare: “Mazzarri mi ha chiesto una prima punta“. Tra parentesi, ha aggiunto il giorno seguente: “Non abbiamo bisogno di centrocampisti“, seppellendo sulla carta tutte le speculazioni che venivano da lontano, legate anche a un fattore etnico/geografico, circa Nainggolan che avrebbe dovuto secondo molti essere il primo acquisto a fare da biglietto da visita dopo il suo insediamento formale da presidente dell’Inter.

Perché è tutto più chiaro? Presto detto: ciò che ha chiesto Milito, di fatto, è di poter ritornare in Argentina. Un’idea diventata scelta (forte anche di una vecchia promessa fatta ai fan argentini e alla famiglia) dopo l’infortunio della passata stagione. Dopo il confronto con Moratti e la consapevolezza comune del momento difficile che stava attraversando il club nerazzurro, si è scelto di andare avanti insieme, cercando di sostenere la causa e agevolare il compito di Mazzarri anche nell’inserimento in uno spogliatoio variegato, dove soltanto la matrice argentina faceva da caposaldo.

Insomma, Milito ha fatto una scelta di cuore, ma soltanto momentanea. E Mazzarri, appunto, lo sa. Perché ne è stato messo debitamente a conoscenza. Anche per questo il tecnico cerca di poter anticipare la successione al centravanti del Triplete, uomo di grande animo, che tornando in Argentina (da valutare soltanto se a gennaio o a giugno) non guarderebbe più al soldo dopo il sostanzioso e meritato rinnovo ottenuto dopo la conquista della Champions League con Mourinho.

C’è chi dice che sarà Independiente, chi invece Racing Avellaneda. In patria il toto-Milito prende corpo. Quel che conta è però l’Inter, e Il Principe si adeguerà come da accordi. Fosse per l’attuale allenatore, l’eredità avrebbe il nome di Pablo Daniel Osvaldo che Mazzarri già avrebbe scelto a Napoli per il possibile e mai avvenuto dopo-Cavani.

In corsa, come scritto su queste colonne, anche Jackson Martinez del Porto, non certo a prezzi di saldo ma molto più ben visto in società. Soltanto suggestive invece le candidature dei montenegrini Mirko Vucinic e Stevan Jovetic, pallini anche loro dell’allenatore che ha preso in mano l’Inter iniziando a lavorare a partire dalla difesa, ma per i quali la dirigenza non vorrebbe svenarsi perché in qualche modo meno compatibili con Palacio e di conseguenza meno necessari.

Lavezzi può fare caso a parte, perché l’argentino, attualmente al PSG, già si propose ai nerazzurri nell’estate del trasferimento in Francia e un debole reciproco persiste. A quel punto, però, niente prima punta: attacco atipico che si muove in velocità oppure lavoro specifico di maturazione per Maurito Icardi.

Fonte: goal.com