I giocatori andranno via – l’Inter ci sarà sempre

Ricordi: croce e delizia di ogni interista.
Quando avvengono cessioni illustri come quella di Sneijder che è stato una pedina fondamentale del Triplete, la mente di ogni interista va direttamente al 2010. Come se il 2011 e il 2012 non fossero mai trascorsi. Ancora vivido il ricordo di ogni singola partita che portò al coronamento di un sogno, di un’impresa, di un traguardo eccezionale mai visto in Italia.

Da quel 22 Maggio son passati 32 mesi, eppure, ci accorgiamo che i ricordi, le emozioni, i sorrisi ed i pianti di gioia, sono stampati indelebilmente nella nostra mente.
Dimenticare la formazione titolare di quella fantastica notte è praticamente impossibile: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Chivu  Zanetti, Cambiasso, Eto’o, Sneijder, Pandev, Milito. Nella rosa attuale ci sono solo cinque undicesimi di quella squadra, abbiamo dovuto assistere all’addio di molti dei protagonisti di quell’indimenticabile impresa. Certo non si vive di soli ricordi, spesso però, è stato davvero difficile voltare pagina.

L’addio più doloroso che la sottoscritta ha dovuto digerire è stato quello del nostro primo condottiero, colui il quale ha davvero messo in testa ad ognuno dei suoi uomini che l’unica cosa che conta è vincere, trasformando ognuno di loro in soldati infallibili, pronti a scendere in campo per battersi con gli occhi di chi per vincere la battaglia avrebbe dato il possibile e l’impossibile. Sto chiaramente parlando di Josè Mourinho, che al termine di un meraviglioso ciclo,ha deciso di voltar pagina andando a cercare nuovi stimoli in terra spagnola. Il suo addio si consumò molto velocemente, lasciando su quella panchina uno spazio vuoto, incolmabile. Nessuno è stato in grado di farcelo dimenticare o di non farcelo rimpiangere, forse Strama ci sta riuscendo, ma il ricordo dello Special One rimarrà indelebile.

Gli altri altri addi:

Julio Cesar: Il portierone nerazzurro ha salutato Milano la scorsa estate. Il suo addio non è stato semplice, visto l’affetto inestimabile dei sostenitori. Ma così come tanti altri, un po’ per scelta, un po’ per denaro ha lasciato Inter e tifosi. Ma mi piace ricordarlo per le parate spettacolari, indimenticabile quella su Messi in Champions.

Maicon: Se non ci fosse stato l’affondo finale del Manchester City la scorsa estate, probabilmente sarebbe ancora qui. Eppure ce lo siamo visti scappare alla fine della scorsa sessione di calciomercato. Per ogni giocatore ho un ricordo, quello legato al Colosso? Il golazo contro il Milan lo scorso maggio.

Lucio: Rescissione di contratto. Questa la decisione del giocatore, fin qui tutto ok. E’ invece  la scelta successiva che risulta una vera doccia fredda: il brasiliano sigla un nuovo contratto con la Juventus. Preferisco ricordarlo per i salvataggi magici del 2010, perchè se pensassi a cosa ha detto dopo, rinnegando in pochi secondi tutti gli anni in nerazzurro,  non finirei l’articolo…

Eto’o: Il Re Leone. A lui abbiamo detto addio nell’estate del 2011, il suo sostituto è stato Forlan, un altro esperimento azzeccato della società (…). I soldi sono stati la calamita che l’hanno portato nella lontana Russia,precisamente all’Anzhi, per un ingaggio faraonico, rendendolo il giocatore con lo stipendio più alto al mondo. Ricordo? Il balletto con le buste di plastica in mezzo al campo insieme a Matrix.

Pandev: Goran Pandev è stato forse uno dei giocatori meno amati di quell’Inter. I suoi gol talvolta sono stati decisivi (come dimenticare quella rete in rimonta contro il Bayern nel 2011?) Eppure anche lui se ne è andato, più che per scelta sua, per scelta della società nerazzurra che ha preferito lasciarlo al Napoli, dove ha ritrovato il top della forma.

Sneijder: L’ultimo dei tanti. Dopo una lunga telenovela durata due mesi circa, è stato raggiunto l’accordo col Galatasaray. Da oggi è un giocatore del migliore club turco, riceverà uno stipendio che si addice alle sue esigenze e l’Inter è ormai il passato. In rosa forse Guarin è il suo degno erede, ma come calciava le punizioni Wesley….

Tutti o quasi rapiti dal desio che il dio denaro ha suscitato in loro, dalla sciagurata brama della ricchezza materiale che incessantemente sgorga dalle loro tasche ma che mai colmerà il vuoto di un irreale quanto inconsistente integrità morale.

Chi è rimasto? Milito, Samuel, Zanetti, Cambiasso e Chivu. Forse bisognerà salutare presto anche loro, magari qualcuno resterà in società (Zanetti si spera), e qualche altro invece tornerà in patria. Anche in quel caso ce ne faremo una ragione. Perchè abbiamo una sola certezza: l’Inter c’è e ci sarà sempre, continuerà ad esistere, e noi saremo sempre lì a sostenerla.