Inter-Spal: conferenza di Luciano Spalletti

Dopo le prime due convincente uscite contro Fiorentina e Roma, l’Inter è attesa dalla sfida contro la Spal, autrice di un avvio di stagione sorprendente. Un avversario da non sottovalutare, che alla prima giornata ha fermato sul pareggio all’Olimpico la Lazio. Luciano Spalletti presenta la sfida contro la squadra di Semplici.

Preparazione complicata visto i Nazionali. Ha recuperato il tempo perso?
“Non è stata complicata, non si tratta di arrivare un giorno e dover creare i presupposti di squadra. Il lavoro viene fatto da quando ci siamo conosciuti, tutti i giorni si porta avanti un discorso collaborativo per diventare squadra forte. Il fatto che vadano in Nazionale è solo un qualcosa in più per rendersi conto di ciò che hanno a disposizione. Loro devono darci il contributo da Nazionali, devono farlo vedere nonostante l’assenza di allenamenti. La rifinitura è durata 2-3giorni e l’abbiamo usata per entrare nella partita subito con la testa”.

E’ un caso se un quarto di A abbia un tecnico toscano? Ha sentito Sermplici?
“Non l’ho sentito ma mi complimento per quello che ha creato, ma anche a Gazzoli, Bagnati, Colombarini, Mattioli, a quelli che hanno portato la squadra in A dove mancava da quando ero piccolo e facevo la raccolta di figurine. In Toscana si ha qualche vantaggio, è la terra dei campanili, dei rioni, del palio, si finisce a sfidarsi a pochi metri di distanza. C’è la possibilità di fare più gavetta con le tantissime squadre che ci sono, si finisce poi per vivere a pane e strategie, è un campanilismo continuo”.

L’Inter quando ha vinto ha sempre avuto in panchina un uomo forte. Ti riconosci in questa figura?
“Nel calcio c’è una legge, quelli presuntuosi vengono sempre puniti e di conseguenza qui nessuno ha la presunzione di essere più bravo. Qui c’è una società che lavora in modo corretto, moltissime persone lavorano qui e ci mettono in condizione di sviluppare il nostro meglio. Ho collaboratori che sono la mia estensione, sono i miei occhi dietro, le mie sette-otto braccia e per me è tutto facilitato. Mi fa piacere che tu abbia citato Mourinho, è uno di quelli che ha determinato il fatto che domani ci saranno 60 mila persone. Andremo a fare uno spettacolo davanti a un pubblico su cui non abbiamo messo mano, è un’occasione per dimostrare di poter far parte di quell’Inter che ha vinto. Quando per tutta la settimana allerti i giocatori sulla pericolosità della partita e pensi a quello che devi dir loro, pensi al motivo per cui la Spal dovrebbe essere più motivata di noi. Forse perché siamo l’Inter e ne abbiamo 60 mila, mentre loro 2 mila? Ma non abbiamo messo mano a questo, i tifosi vengono a esprimere la loro fiducia che dobbiamo ripagare. Il merito è di Moratti, di Mourinho, di Zenga, Burgnich, Facchetti, Cambiasso, Eto’o, Ronaldo, Bergomi, Materazzi, Ibrahimovic, Milito… Il merito è loro. Qualche calciatore individualmente ha fatto bene, ma noi dobbiamo lasciare una traccia, nessuno si ricorderà i contrasti vinti da Gagliardini eppure avrà portato a casa più contrasti di tutti. Se non c’è quello che vince il contrasto non c’è neanche quello che fa gol. Domani abbiamo l’occasione per essere considerati come quei calciatori che hanno determinato la presenza di questa platea che deve crearci un po’ di emozione. Chi non si motiva da solo non sa far bene il suo lavoro”.

Quale deve essere l’obiettivo per i giocatori per non sovraccaricarli né sottostimarli?
“Dobbiamo cominciare a ragionare come se creassimo qualcosa da cui dover andare avanti il prossimo anno. Non da ripartire. I punti fermi oggi sono Icardi, Perisic, poi? Bisogna creare i presupposti di sapere che tipo di squadra siamo e cosa siamo riusciti a creare. Se i calciatori accettano il fatto di dover andare in Champions, vorrei andare più in là. Se un giocatore è convinto di poter dare 10, io vorrei che desse 12 o quanto meno non andare mai sotto il suo massimo. Se si dice che bisogna andare in Champions a me sta bene, per salire suglin aerei che ci portano in giro per l’Europa dobbiamo fare il check-in in queste partite e l’anno scorso si sono portati a casa pochi risultati. Non siamo sulla scaletta degli aerei, siamo a casa a guardare le partite”.

Ieri Perisic ha detto che con lei potrà crescere molto. Lui è il vero grande acquisto?
“La società ha fatto un buon lavoro, ha lavorato affinché Perisic rimanesse perché lo consideriamo grande calciatore e grande persona. E se si è una grande persona si tira fuori anche il grande calciatore. Hanno creato questa tranquillità, perché lo considerano un potenziale futuro capitano dell’Inter anche se ne abbiamo altri, e in una squadra ne servono molti a prescindere da chi porta la fascia. Ivan ha qualità incredibili, la sera resta sempre ad allenarsi da solo in palestra col prof. Da ciò che si dice è una persona splendida ma deve mostrarlo sul campo, ci aspettiamo tanti numeri da lui e lui è disponibile ad assumersi questa responsabilità. E’ un giocatore completo in entrambe le fasi, è stato inserito nelle clip che vediamo in settimana per i suoi rientri, 100 metri in apnea con uno strappo per aiutare il compagno. Ci aspettiamo di vederne di più di queste cose e vedere numeri superiori rispetto a quelli precedenti”.