Inter, sette partite per conoscersi

Sette partite per decifrare la stagione e il destino dell’Inter, nell’anno della ricostruzione e dopo tre vittorie consecutive (Chievo, Fiorentina e Milan). Si comincia domenica pomeriggio a San Siro, con il Catania, sette mesi e mezzo dopo una delle più drammatiche gare della stagione nerazzurra (2-2 da 0-2, con il richiamo alle responsabilità da parte di Julio Cesar nell’intervallo e la sostituzione di Cambiasso). E poi: giovedì il Partizan Belgrado (ancora in casa); il 28 si gioca a Bologna; mercoledì 31 la Sampdoria a San Siro; sabato 3 novembre, la sfida più attesa dell’anno, quella con la Juve a Torino e poi ancora il Partizan a Belgrado (8 novembre) e l’Atalanta nel posticipo dell’ 11 novembre. Ci sono partite per tutti i gusti e per tutte le situazioni tattiche, con avversari di diverso valore. Ed è per questo che da qui a metà novembre tutto sarà più chiaro. Domenica, ad esempio, il Catania dirà se i nerazzurri sanno mantenere i giusti equilibri anche nel momento in cui sono chiamati a fare il gioco, quello che non è più successo dopo il k.o. interno con il Siena: in casa del Chievo e contro la Fiorentina si è vista una squadra, che sa occupare bene lo spazio e ripartire forte. Nel derby del 7 ottobre, il gol in avvio di Samuel ha consentito alla squadra di Stramaccioni di salire sulle barricate, anche prima dell’espulsione di Nagatomo.

Adesso la situazione si ribalta, e questo servirà a verificare se l’Inter sa anche fare la partita senza scoprirsi troppo. La partita con la Juve (Catania e Bologna sono avversari comuni alle due squadre) dirà quanto l’Inter è lontano dai campioni d’Italia, senza dimenticare che nemmeno Mourinho è riuscito a vincere a Torino in campionato (pareggio e sconfitta). Le due partite con il Partizan invece possono dare una spinta decisiva all’Inter verso la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Passata la festa delle nazionali, l’Inter ha ritrovato tutti i suoi uomini, con l’eccezione di Sneijder, che si sta curando in California e tornerà all’inizio della prossima settimana, salvo variazione di programma. Chivu e Stankovic si stanno riprendendo dagli interventi chirurgici subiti. Stramaccioni ha ancora due allenamenti per capire qual è la formazione migliore da mandare in campo contro il Catania, squadra organizzata, che già all’esordio a Roma ha dimostrato di saper sfruttare gli spazi, anche se nell’ultima trasferta ha preso quattro gol dal Bologna. Sono giorni caldi anche sul fronte societario. Il 29 ottobre l’assemblea degli azionisti dovrebbe ratificare l’ingresso nel Consiglio di amministrazione di tre nuovi soci: Kamchi Li, Kenneth Huang e Fabrizio Rindi, i rappresentanti della cordata cinese, che in base agli accordi nati durante la visita milanese dell’1 agosto, acquisterà il 15% del pacchetto azionario del club nerazzurro (al momento Moratti detiene il 98,2% del club).

Un’operazione complessa, che rappresenta uno spartiacque per tutto il calcio italiano e che farà da prologo alla progettazione del nuovo stadio, che sarà realizzato dalla China Railway Construction Corporation entro il 2017. L’assemblea sarà anche l’occasione nella quale il presidente coprirà le perdite di bilancio della stagione 2011-2012, che si è chiusa con una perdita di 80 milioni di euro. Questo spiega perché è stato necessario procedere ad un abbattimento del monte ingaggi, diminuito di 45 milioni di euro, anche perché sul prossimo bilancio peserà la mancata partecipazione alla Champions League. Ingaggi più bassi, dopo una campagna acquisti comunque onerosa, perché sono stati acquistati giocatori anche di forte esperienza (Handanovic, Alvaro Pereira, Cassano, Palacio, Gargano, lo stesso Guarin, Silvestre, che è già un mistero), nel tentativo di rinnovare, senza perdere competitività. Le prossime sette partite diranno se i conti sono esatti.

Fonte: blogncc.com