Inter-Sampdoria: riprendere il ritmo

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Due weekend senza Inter sono troppi. Non basta una noiosissima pausa della nazionale, che ti costringe magari a riempire il fine settimana con visite ai parenti. No, ci vuole pure che la settimana successiva venga programmata l’Inter al Lunedì sera, lasciando di nuovo totalmente liberi il Sabato e la Domenica. Questa si chiama mancanza di sensibilità nei confronti del popolo interista.

Comunque, il campionato riprende, ed i nerazzurri si ritroveranno di fronte quella Sampdoria che nell’incontro di andata li aveva sconfitti, accompagnando De Boer all’aeroporto e rispedendolo da dove era arrivato. Si concluse di fatto un girone fa l’avventura del tecnico olandese.

Si riprende dal mezzo passo falso di Torino, assieme alle incertezze in merito all’impatto che la pausa possa aver avuto sui singoli.

La Sampdoria scenderà sul terreno interista per la sessantesima volta a partire dal 1947. Abbiamo vinto 36 volte, pareggiato 16, e subito anche 7 sconfitte.

Ma sul nostro campo non si perde da tempo, sono passati addirittura ventanni dall’ultima sconfitta. E fu una di quelle che non si dimenticano facilmente, alla vigilia del Natale del ’96. Era l’Inter dei primi anni della gestione Moratti, dove si stavano mettendo le prime basi per costruire una grande squadra. Ma quella Domenica di Dicembre, dopo pochi minuti ad aprire le marcature anzichè un eroe nerazzurro fu un quasi sconosciuto Vincenzo Montella. Percorso in salita, e nonostante questo  niente paura perchè l’Inter c’è e si fa sentire.  Nel giro di mezzora riesce a segnare ben tre reti con Branca, Berti e poi ancora Branca. Il pubblico di San Siro, che non sa ancora di aver assistito all’ultima rete di Nicola berti in nerazzurro, si prepara a guardarsi un secondo tempo molto più rilassato.

Ma invece no. Alla mezzora torna a volare l’aeroplanino di Montella, e poco più tardi Franceschetti segna l’inaspettato pareggio. E mentre l’Inter cerca di organizzare una reazione per tornare in vantaggio subisce invece la rete del definitivo 4-3 da parte di un certo Roberto Mancini.

Ecco, questa è stata l’ultima sconfitta casalinga con i blucerchiati, i quali ci erano andati molto vicini ad un altro successo nel 2005, trovandosi a condurre per 2-0 all’88’ . E qui entriamo in una delle imprese storiche più incredibili di sempre. Un ribaltamento del risultato negli ultimi minuti a cui non crederemmo se non lo avessimo visto coi nostri occhi.

Un altro emozionante 3-2 lo abbiamo avuto nel 2012, con Stramaccioni sulla panchina. Al vantaggio iniziale dei blucerchiati l’Inter rispondeva con Milito, Palacio e Guarin. Accorciava poi le distanze Eder. Già..Eder.

Abbiamo dunque qualche ex in attacco. E questi ex si chiamano Eder e Icardi. Il secondo, soprattutto, ha sempre perforato con piacere la sua ex squadra.

Lo scorso anno avevamo avuto la fortuna di avere tra gli ex momentaneamente in forza alla Sampdoria quel Ranocchia che con le sue gesta aveva propiziato un paio di reti a nostro favore, grazie alle quali vincemmo l’incontro per 3-1.

Lunedì sera ritroveremo vecchie conoscenze come Dodò ed Alvarez, probabilmente in panchina.

Sicuramente, a parte la noia di aspettare fino a Lunedì per vedere di nuovo in campo di nostri prodi, dobbiamo riconoscere un vantaggio. Quello di giocare sapendo il risultato di tutti i nostri concorrenti per Champions ed Europa League. Forse l’ultima speranza di recuperare punti, coi partenopei impegnati in un duello con la Juventus.

E poi ingraniamo di nuovo la marcia, e riprendiamo quel bel ritmo di gol e punti a cui ci eravamo abituati.

Economista, una vita in giro per il mondo, senza mai dimenticare la passione per l’Inter. Da sempre sportivo, tuttora tennista
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