Inter ribaltata dal mercato. Mancini verso il 4-2-3-1 con F. Melo equilibratore e…

Che Inter sarà adesso dopo il mercato? Di certo, è un’Inter rivoluzionata dagli ultimi acquisti. Ben quattro, e tutti potenziali titolari. Lo conferma la Gazzetta dello Sport, che vede Roberto Mancini orientato a lanciare definitivamente il 4-2-3-1. Servirà equilibrio e molto dipenderà da Felipe Melo. “Il tecnico nerazzurro è uno dei tanti allenatori che si sono innamorati di Felipe Melo – spiega la rosea –. Il motivo è semplice. Il brasiliano somma due qualità: è un formidabile cacciatore di palloni e ha visione di gioco e piedi raffinati. Ce ne sono pochi nel mondo capaci di garantire tatticamente due fasi così importanti. Carlos Dunga, uno che vede il calcio in maniera molto trapattoniana, grazie alla presenza in campo di Felipe fece violenza alle sue idee proponendo una Seleção con il quadrato magico formato da Pato, Kakà, Robinho e Luis Fabiano. Chissà se Mancini ha in mente quella Seleção. Di sicuro ha in testa un’Inter in grado di permettersi davanti un poker con Icardi, Perisic, Jovetic e Palacio. O Ljajic”.

L’alternativa è il 4-3-3, che offrirebbe spazio anche ai vari Brozovic, Guarin e Medel, rinunciando a una bocca da fuoco. “Ma l’arrivo di Ljajic regala a Mancini anche un piano B – sottolinea la Gazzetta –. Cioè un attacco senza punti di riferimento. È stato Montella, ai tempi della Fiorentina, a inventare il tandem Ljajic-Jovetic. Una coppia micidiale nello stretto e brava a creare opportunità per gli inserimenti dei centrocampisti. Con questa opzione funzionerebbero benissimo sia Perisic che Palacio, altri due attaccanti di qualità”.

E non va dimenticata la difesa nuova di zecca. Dal mercato sono arrivati Montoya, Miranda, Murillo e Alex Telles. Di questi, soltanto lo spagnolo non sembra essere titolare, visto anche il buon rendimento di Santon e le difficoltà di ambientamento. Quelle che non hanno avuto né Miranda né Murillo, già a proprio agio nel campionato italiano. Da scoprire Telles: l’ex Galatasaray ha piede educatissimo e propensione alla spinta offensiva. Va capito come si adatterà all’estenuante fase difensiva richiesta in Serie A. Intanto Mancini si gode i nuovi arrivi e un mercato che lo avrà certamente accontentato. E se prima era “amala” adesso è “rivoluzionala”.