INTER: un nome, un programma

Meno una giornata a fine campionato, meno novanta minuti di sofferenza; manca poco al poter trarre un lunghissimo sospiro di sollievo che quest’anno pareva non arrivare mai. É la fine, ma per certi versi è solo l’inizio. Il principio di una nuova era per i nerazzurri.

Analizziamo:

“I” di “INDECISIONE”:

Pare che sopra al club aleggi una nuvola di indecisione, un insieme di dubbi e incertezze per il futuro. Perché per un nuovo inizio, ci vogliono indiscutibilmente dei protagonisti certi, dei volti e dei nomi da cui ripartire.

Non sappiamo se arriveranno nuovi soci di minoranza, non sappiamo con certezza se Moratti resisterà nell’intento di confermare questo allenatore nonostante gli attacchi mediatici, non sappiamo se ci sarà l’arrivo di Leonardo in dirigenza ad accompagnare i tanto discussi Branca e Ausilio, non sappiamo quali saranno i punti fermi come ossatura della squadra. Si vive in un momento di stallo da cui inevitabilmente l’Inter dovrà uscire, in un modo o nell’altro.

“N” di “NECESSITÀ”:

Ovvero il bisogno di rinforzi, a partire dalla difesa; non a caso le prime posizioni in classifica sono occupate dalle squadre che hanno preso meno gol. E certo per l’Inter il problema non può essere il portiere, che, anzi, dovrebbe essere con forza rinchiuso tra le certezze imprescindibili.

La difesa ha dato il peggio a Genova quando oltre ai numerosi infortunati si sono aggiunti gli squalificati Juan Jesus e Pereira, ma è chiaro che dopo aver fatto cassa si dovrà iniziare a rinforzare la rosa, che va aiutata in tutti i reparti compresi centrocampo e attacco che sono reduci di guerra.

Il mercato avrà 2 parole chiave: lungimiranza e qualità. Ed evitare errori alla Forlan; in pratica metterci testa e cuore oltre che portafoglio.

“T” di “TRAVOLGENTE”:

Aggettivo che dovrà descrivere l’Inter e che sarà l’obiettivo del prossimo anno per continuare a fare proseliti. I tifosi si lamentano, i tifosi sono stanchi, i tifosi desiderano ritrovare la passione per i propri colori che non forzatamente significa vincere sempre. Vuole dire mostrare impegno, volontà di fare bene, dare segnali di reazione e orgoglio. E un nuovo modo di comunicare al mondo, che sia appunto trascinante ed efficace, magari attraverso una persona che sia un ammaliatore alla Mourinho.

“E” di “EMPATIA”:

La capacità di capire gli altri, quella comprensione che spesso è lontana anni luce da tifosi che non accettano spiegazioni di Presidente e società. Parlo di Fair Play Finanziario, dell’economia italiana che inevitabilmente si ripercuote sul calcio e quindi del fatto che Messi, Neymar e Cristiano Ronaldo hanno prezzi che il nostro calcio al momento non può più permettersi. Ci vuole ragionevolezza nell’analizzare il mercato e le richieste che si vorrebbero vedere realizzate. Serve pazienza da parte del tifoso nel capire ed accettare tempistiche e disponibilità economiche, altrimenti si rischia di impuntarsi con ottusità in convinzioni errate.

“R” di “RISORSE”:

Parallelamente alla clemenza del tifoso nel giudicare il mercato per quello che materialmente si può fare, ricordiamo che essendo fuori da tutte le coppe l’Inter non sarà sottoposta a certe valutazioni per quanto riguarda i limiti di spesa e che quindi Moratti potrà mettere mano al portafoglio. Non chiediamo Messi, ma sarà sicuramente una bella dimostrazione di generosità e amore per i propri colori fare ai propri tifosi e alla propria squadra una bella “lista della spesa”.

Che ne dite, possiamo farcela?

Stefania Cattaneo