Quando la Nazionale non è INTERnazionale

Siamo in semifinale! O sono in semifinale? Patriottismo o amore esclusivo per la propria squadra? E soprattutto, l’uno prescinde l’altro? Pare di sì.
Come criticare chi non si sente rappresentato da una Nazionale che non ha con se nessun nerazzurro; non c’è nessun interista che valga la pena convocare? Ok, allora noi la Nazionale non la tifiamo. Tié!
E non si dica che è per il nome che porta: Internazionale. Ci dimentichiamo allora i Facchetti, Burgnich, Boninsegna, Mazzola, Bergomi, Oriali, Zenga, Baresi, Vieri, Materazzi, Baggio… E avremmo ancora nomi da citare. Certo, più si va avanti nella storia, più i nomi diventano meno. Infatti Materazzi fu il solo nei Mondiali 2006 e a Euro 2008.
Allora la “colpa” è di Prandelli? C’è chi dice no… C’è chi dice che sia “colpa” dei pochi meriti dei nerazzurri.
In ogni caso la rabbia è tanta se si pensa ai talenti cresciuti nelle giovanili interiste: Bonucci, Balotelli senza dimenticare i Caldirola, Santon, Destro, Donati… Perché l’Inter “crea” e coltiva talenti per poi regalarli altrove?
Come si cambia questa situazione? Forse scambiando Alvarez per Nocerino; il centrocampista napoletano vorrebbe ritrovare continuità per andare al Mondiale. Inoltre lui con la Nazionale ha già 15 presenze.
Ma c’è anche chi (Nocerino a Ranocchia che sia) non rinuncia a seguire la Nazionale, indipendentemente dai nerazzurri presenti. Perché non possono essere due cose diverse? Dicono alcuni. Perché privarsi di una gioia come quella di tifare la propria Nazione?
Una cosa è certa: chi oggi odia l’ItalJuve o l’ItalMilan, domani non dovrà essere tra quelli che festeggiano facendo il bagno nelle fontane o aprendo bottiglie su bottiglie per brindare. Coerenza, comunque la vediate, sarà la parola chiave di questa Nazionale!

Stefania Cattaneo