Inter-Milan: Rotto il patto di pace tra le curve?

Ultrà del Partizan scortati all’arrivo in Italia fino a San Siro.
Tanto tifo, zero botte Milano blindata supera l’esame serbo.
Pericolo scampato, Inter-Partizan è filata via liscia, senza incidenti. Il servizio d’ordine predisposto dalla polizia italiana, in collaborazione con le forze dell’ordine serbe, ha funzionato perfettamente. Il lavoro fatto dal nuovo questore Luigi Savina e il capo di gabinetto della questura Pietro Ostuni ha dato risultati eccellenti in una partita che presentava diversi pericoli di ordine pubblico, sia per la faida interna tra le curve del Partizan, che avevano pianificato la resa dei conti proprio durante la trasferta milanese, sia per la possibilità di scontri con la tifoseria interista. Un gruppo storico del Partizan, i 40+, ha infatti di recente stretto amicizia con la curva Sud del Milan (qualche tifoso rossonero era presente nel settore ospite). La curva Nord interista ha risposto con alcuni striscioni. Il più eloquente: «Conigli di m…il coraggio non si compra col gemellaggio». Dopo quasi 30 anni la «pace» tra le curve milanesi è finita.

Città blindata – Già alle 15 e 30 lo stadio era presidiato dalle forze dell’ordine, con i tifosi del Partizan scortati sin dall’ingresso in Italia. La tensione era comunque palpabile e, infatti, la curva Nord è risultata vuota fino a un minuto prima del fischio d’inizio. Gli ultrà nerazzurri erano fuori dallo stadio in numero molto consistente. Probabilmente pronti a fronteggiare un’eventuale aggressione dei tifosi serbi. Fatto non nuovo a San Siro, visto il precedente del 9 agosto, quando i croati dell’Hajduk assaltarono il baretto, punto di ritrovo storico del tifo nerazzurro, dando via agli scontri, conclusi fortunatamente senza feriti da ambo le parti. Nel pomeriggio di ieri invece zero incidenti. Piazza Duomo è stata considerata zona rossa dalla questura di Milano, mentre sul Meazza sorvolava un elicottero per monitorare eventuali spostamenti sospetti. Dentro lo stadio nulla da rilevare, se non il gran tifo dei 4mila ospiti, un terzo dei quali residente in Italia.

Notte di tensione – Ovviamente il risvolto più imprevedibile, su questa partita da bollino rosso, è stato di fatto evitato dalla gendarmeria serba, che martedì sera ha bloccato 300 ultrà diretti verso Milano e pronti a regolare i conti con l’altra curva, quella che ha stretto amicizia con i milanisti. Nella notte le forze dell’ordine hanno continuato a monitorare un punto caldo della città, in zona Sempione, dove si sono ritrovati gli ultrà nerazzurri dopo la gara. Qualche testa calda serba, infatti, è segnalata in partenza soltanto nella giornata di oggi e domani…

Fonte: calciomercato.com