Inter-Milan: ecco l’asso nelle manica, l’uomo più atteso e la strategia. Mancini pensa…

“Sarà importante vincere i derby che contano”. Lo disse Mancini dopo aver perso in Cina e a Sassuolo contro i rossoneri. Domenica prossima ci saranno tre punti da mirare per poter pensare ad una mini fuga, scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, l’Inter ha la possibilità di allontanare fin da subito le rivali di sempre.
Quella che si appresta a scendere in campo nel prossimo derby sarà l’Inter più rivoluzionata degli ultimi anni, con nove acquisti (escludendo Manaj e Biabiany) e magari sette di questi potrebbero essere titolari. Intanto l’uomo derby ha la faccia di Mauro Icardi, scrive la “rosea”, neo capitano e con lo sguardo feroce di chi è già stato troppo tempo nella cesta a guardare. Il numero nove nerazzurro è ancora alla ricerca della migliore intesa con Jovetic, insieme hanno segnato al Bilbao, adesso il bis è tutto da costruire.

L’ASSO NELLA MANICA – La carta vincente potrebbe essere Adem Ljajic, che all’Inter si è preso la maglia numero 22, quella con la quale ha segnato all’Armenia con la propria Nazionale venerdì sera. Ci sono poche possibilità che il serbo scenda in campo da titolare, ma a gara in corso tutto si può. Adem ritrova Sinisa, col quale il rapporto fu tutt’altro che al cioccolato.

LA CONDIZIONE FISICA DELLA SQUADRA – L’Inter non romba ancora, il decollo – secondo le tabelle di Carminati – è previsto per la fine di settembre. Il lato positivo è che, nonostante una condizione atletica non ottimale, l’Inter non butti mai via la palla. Le due vittorie contro Atalanta e Carpi sono giunte a serranda praticamente abbassata e raccontano proprio questo: l’Inter ci prova fino all’ultimo e la carica motivazionale può sopperire alla spia gialla della riserva.

L’UOMO PIU’ ATTESO –  Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, per personalità, forza fisica, carica agonistica e curriculum, si potrebbe dire Felipe Melo. Ma alla fine il pezzo grosso che tutti guarderanno sarà Ivan Perisic, un po’ per l’inseguimento estenuante dell’estate e un po’ perché dovrà essere lui l’uomo della sterzata, dello strappo decisivo nella zona in cui si decide.

L’ALLENATORE – Non è più il suo primo derby, l’anno scorso ne ha pareggiati due, ma prima – in casa – ne aveva vinti tre, l’ultimo nel dicembre 2007, in rimonta. Del Roberto Mancini attuale resta nella mente l’esultanza per il gol a due minuti dalla fine contro l’Atalanta, senza il quale ci sarebbero state critiche. Poi Jo-Jo ha risolto a modo suo e Mancio ha mostrato il guizzo da numero dieci, saltando e urlando in faccia ad un’estate piena di brutture.

IL PUNTO DEBOLE – Sia contro l’Atalanta che contro il Carpi, la gara è stata risolta dalla giocata del singolo, mentre la manovra tarda ancora a trovare una propria identità. La sterzata potrà darla Kondogbia, l’idea che alla sua esplosione si leghi una maggior scioltezza dell’Inter esiste.

LA STRATEGIA –  La squadra riprenderà gli allenamenti martedì, pochi giorni per provare, ma la voglia di sterzare verso il 4-2-3-1 c’è. Adesso ci sono gli uomini adatti, con Brozovic che potrebbe fungere da equilibratore a destra nei tre dietro la punta. E Medel può star fuori? Bel quiz, risolvibile con un centrocampo a tre o con una difesa a tre. Manco pensa.