Inter, maestra nel complicarsi la vita. Bisogna predicare calma…

Altra brusca frenata dell’Inter, che non va oltre il 3-3 in casa dell’Hellas Verona. Quanto di buono avevamo visto contro il Chievo si è sgretolato oggi, sotto gli occhi increduli dei tifosi, che dopo un’iniziale 1-0 pensavano di esser di fronte a una partita in discesa. Tutt’altro.

L’Inter è maestra nel complicarsi la vita, nel rendere difficile anche una partita che andava vinta a mani basse. Il vantaggio iniziale è durato quel poco per illuderci, perchè subito la cinica Verona ha risposto con tre gol, tutti su calci piazzati. La solidità difensiva a cui ci appigliavamo nella prima parte della stagione, che descriveva un’Inter poco prolifica in attacco ma fortissima in difesa, si sta frantumando pian piano. I 3 gol subiti contro la Juventus e poi il Milan non son bastati. Anche l’attacco peggiore della Serie A ha vinto di misura contro quella che era, fino a poco tempo fa, la difesa migliore del Campionato. Le stranezze del calcio…

Ma ciò che più fa storcere il naso è un atteggiamento fin troppo superficiale di alcuni giocatori schierati in campo. Prendere tre gol su palla inattiva non si addice a una squadra che dovrebbe lottare per le posizioni di vertice. Spesso si legge che il vero punto debole è il centrocampo, ma è una “giustificazione” che non regge, visto che oggi la principale colpa è del reparto arretrato. Di certo Mancini ha le sue responsabilità, perchè finora incapace di dare una quadra precisa a questa Inter, ma su certi episodi e su certe dormite individuali può farci poco.

Unica nota positiva è un attacco che sembra rinascere pian piano, considerate tutte le occasioni da gol avute nelle ultime gare. Encomiabile Palacio,  che  ha preso di prepotenza in mano tutto il reparto offensivo, sfornando assist e giocando una partita di grande sacrificio. Solitamente si tende ad etichettare i “senatori” come finiti, quando invece bisognerebbe prendere esempio da giocatori come loro, che lottano su ogni centimetro, proprio come fatto dall’argentino oggi.

Il momento comunque è forse il più delicato della stagione, ma cadere in facili isterie ed essere disfattisti serve davvero a poco. Al contrario, bisognerebbe continuare ad appoggiare squadra ed allenatore, a prescindere, proprio come fatto dai tifosi dell’Hellas, lodevoli oggi, che hanno supportato la squadra per 90 minuti di gara, nonostante un verdetto finale forse già scritto.

Ciò che serve è la lucidità e la calma, in campo e fuori, per continuare questa corsa al terzo posto, che nonostante gli scivoloni è a sempre a un solo punto. Una piazza insoddisfatta e poco presente di certo non aiuta una squadra che sembra aver perso le uniche certezze e che proprio in questo periodo avrebbe bisogno di una spinta in più, da quello che i romantici chiamano il dodicesimo uomo in campo.

“Ci sono giorni in cui essere interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui esserlo è un onore.” esattamente questo dovrebbe essere il nostro mantra, sempre, a prescindere dai risultati.