Inter: lavori in corso

Una squadra che inanella 7 successi consecutivi, e di lì a poco 5 figuracce in serie, è una nave che sbaglia rotta nel mezzo di un viaggio in cui navigava nella giusta direzione e a pieni motori. Lasciando perdere l’attualità degli incidenti navali, Ranieri ha sicuramente delle colpe, gestionali più che tecniche. La squadra aveva reagito bene al cambio panchina, così come spesso avviene e così come esattamente un anno fa avvenne con Leonardo. L’errore è stato innescato dalla prova in Coppa Italia persa per erroracci (commessi da giocatori in partenza come Motta) e lì si è innescato un trend negativo che, nonostante il pareggio, si può definire ancora in essere. Il Principe, i dubbi erano flebili, viveva solo una crisi “dei trentanni” e il goal di ieri, rivisto con attenzione, è una perla balistica – i vecchi telecronisti avrebbero detto “l’ha messa lì dove il portiere non poteva arrivarci”. Quello che ora manca è decisamente la testa, l’attenzione alle posizioni e il mordente in campo. La difesa è pronta come due anni fa a test ben più duri del Novara o del Marsiglia, ma gli automatismi sono assolutamente da oliare. Ranieri ha il torto di aver tentato con Zarate il colpo qualche settimana fa, e non era il momento di tentare mosse azzardate; ma chiediamoci chi volle un giocatore come l’argentino mentre la Lazio andava a prendersi Klose. E chi ha rinunciato a Destro per un Ranocchia che pare spaventato a ogni contrasto. È il caso di pensare, poi, che se il Fair Play lo si fa solo a casa nostra, allora arriverà un’ovvia proroga a vantaggio degli altri club che hanno speso e continuano a spendere. Doppia fregatura. Si attendono capitali nuovi dall’estero, ma prima serve lavoro e determinazione. Esistono ancora margini perché questa stagione non vada in archivio come nel passato alla voce: fallimento completo.

Fonte: ilDani