Inter-Fiorentina: che non sia un Black Monday

C-era una volta..”Un Re!”..diranno subito i miei giovani lettori. No ragazzi, c’era una volta un’Inter che sconfiggeva regolarmente la Fiorentina, ogni qual volta la viola si azzardava a mettere piede sul terreno di San Siro.

Proprio così. E’ successo per ben 13 volte consecutive in altrettanti incontri casalinghi. Fino a quando, una sera di inizio marzo del 2015, l’incantesimo fu spezzato da quel Salah che ci regalò una sconfitta per 1-0 contro la squadra di cui allora faceva parte.

L’anno successivo, ovvero la scorsa stagione, la Fiorentina venne a trovarci quando eravamo primi in classifica a punteggio pieno, e la nostra difesa pareva un muro contro la quale gli avversari si schiantavano invano. Quella sera, invece,  alcune “perle tattiche” di Mancini unite a sciocchezze da parte di chi era in campo, ci regalarono uno spettacolo che guardavamo increduli, finendo umiliati per 4-1. L’attaccante Kalinic, in particolare, si divertì come un playboy in una casa piena di donne di facili costumi, marcandoci una tripletta.

Tornando ai tempi migliori, ricordiamo che il nostro ultimo successo casalingo risale al Settembre 2013, quando Cambiasso e Jonathan riuscirono a ribaltare il momentaneo vantaggio viola, realizzato su rigore da Rossi. Dopo quel risultato, si sprecarono gli elogi a Mazzarri, che sembrava aver resuscitato alcuni giocatori tipo Alvarez e lo stesso Jonathan, formando una squadra che tornava ad essere competitiva. Non durò molto quell’entusiasmo…

Tornando indietro un poco alla volta, troviamo diverse marcature di Cambiasso, di Pazzini, persino di Nagatomo, e una bella doppietta di Ibrahimovic nel 2009. Nel 2001, una bella vittoria per 4-2 firmata da una doppietta di Vieri, oltre alle reti di Dalmat e persino di Hakan Sukur.

L’ultima loro vittoria era invece avvenuta nel 2000, e fu molto pesante. Un 4-0 con divertimento particolare di Chiesa che segnò una doppietta alla quale si aggiungero i gol di Batistuta e Bressan. In panchina avevamo quel fenomeno di Marcello Lippi.

Un’ultima curiosità: il pareggio a Milano tra Inter e Fiorentina non esce dal 1996. L’ultimo fu un 2-2 marcato da una doppietta di Oliveira per loro, Ganz ed Ince per noi. Per la legge dei grandi numeri qualcuno potrebbe essere allettato a scommettere X.

Ma dalla beneamata Inter attuale, quali segnali positivi possiamo trovare per convincerci che potremmo invertire la tendenza e tornare ai bei tempi facendo un boccone della viola?

Probabilmente dovremmo ispirarci all’effetto positivo delle birre ghiacciate. Pensate a quale effetto meraviglioso avevano avuto quelle due birre israeliane bevute dai nostri prodi in una sera di fine estate, e a come avevano poi giocato contro l’apparentemente imbattibile vecchia signora.

Ora, di queste birre israeliane molto fredde se ne sono bevute addirittura tre, e siamo quasi in inverno. Quindi, se tanto mi dà tanto, o si svegliano ora oppure mi sa che non si svegliano più.

Dopo la serata di giovedì, si sono sprecate le prese in giro nei nostri confronti, alle quali non possiamo che ridere anche noi. Se un pochino di orgoglio c’è, adesso dovrebbe finalmente venir fuori.

Se non abbiamo niente in contrario a parlare di obiettivo terzo posto, dovremmo tuttavia ricordarci che attualmente sono minori i punti che ci separano dalla zona retrocessione, rispetto a quelli che distano dalla zona Champions.

Qualche altro segnale positivo, oltre alle birre israeliane dove lo possiamo trovare? Ad esempio, nel recupero di Brozovic, che a centrocampo può dare un ottimo contributo . Ci piacerebbe, tuttavia, che la presenza del croato non significasse automaticamente l’esclusione di Banega, che al di là di alti e bassi è comunque un giocatore di qualità. Non deve essere l’ennesimo elemento che arriva a Milano da campione ed in poco tempo viene da noi trasformato in una scartina. Giudichiamo Pioli una persona intelligente, e siamo fiduciosi che faccia trovare alla squadra il giusto equilibrio.

Nel frattempo, siamo sicuri di una cosa. Per una volta, la nostra squadra non ci rovinerà il week end. Anzi, il lunedì anzichè nero e triste sarà una giornata di speranza, vissuta nell’attesa di vedere i nerazzurri giocare come si deve alla Scala del calcio. Troppe volte, da questa Scala, sono uscite ultimamente note stonate a cui sarebbe il caso di mettere fine.