Inter umiliata, la Fiorentina vince 4-1

Profondo viola. Quattro a uno, due volte Ljajic e due volte Jovetic, ma soprattutto mai veramente Inter (se non per un golasso di Cassano, inutile) contro la splendida Fiorentina di Vincenzo Montella. Una vera e propria lezione di calcio al Franchi, squilli di tromba per una squadra vera di fronte a un’accozzaglia in confusione totale chiamata – duole dirlo – Inter. Perché Stramaccioni sceglie il 4-3-1-2 per affrontare la squadra di Montella, contando su Cambiasso per gli inserimenti e Kovacic a fare da mezz’ala. Ma chi non accende la luce è anche Kuzmanovic, altro interprete di una squadra in chiara confusione. L’inizio dell’Inter infatti è proprio da orchesta senza spartito, mera improvvisazione, chi si sbatte come Guarin e Cassano e chi invece pare imbottigliato nel torpore, come Ranocchia e Juan. Proprio il brasiliano si addormenta dopo l’inizio di una Fiorentina piacevole, ordinata, frizzante. Prima Jovetic si ritrova dopo cinque minuti completamente solo davanti a Handanovic, ma il portiere slovacco salva coprendo lo specchio; poi, al 13esimo, il gol nasce da un cross di Pasqual, va a vuoto prima Ranocchia quindi Jesus che si perde Ljajic, troppo facile per quest’ultimo beffare Handanovic in controtempo di testa. E scatta la festa viola, con Diego Della Valle che sorride. Eccome, se sorride.

Chi piange è l’Inter, perché lo strazio è appena finito: Kuzmanovic con una sventola di destro da fuori poi Cassano con un’incursione provano a rispondere, ma Stramaccioni si ritrova una squadra in confusione totale. Dall’altra parte, Montella ha disegnato una Fiorentina che sembra prodotta dalla mente di un Leonardo Da Vinci della panchina per quanto è perfetta negli automatismi: Borja Valero, Aquilani, Jovetic, ci provano tutti e solo Handanovic con un miracolo e qualche buona parata riesce a evitare la Caporetto nerazzurra. O meglio, la evita solo per qualche minuto, perché al 32′ è Aquilani a pescare ancora Jovetic che si gira e s’inventa da fuori un destro dei suoi. Una perla che si infila dove Handanovic può solo guardare, è il 2-0. E una serie di schiaffoni e cazzotti completano un primo tempo horror dell’Inter. Tutti dietro la lavagna, promosso solo il portiere: il pugile nerazzurro è una formica a confronto della montagna viola. Quarantacinque minuti da incubo.

La ripresa è un copione già visto: entra Alvarez per Kovacic, si passa al 4-3-3, il giovane croato paga la serata storta di tutti e prova a accendere la luce a tratti. Insomma, non va completamente bocciato. Ma il brutto è che la Fiorentina non si ferma mai, Cuadrado con una deviazione va a un passo dal tris a inizio secondo tempo. Stramaccioni è corrucciato, Montella è rilassato, il Franchi diventa teatro di un’Inter a tratti quasi insopportabile per quanto brutta e irriconoscibile. E sembra che la Viola possa segnare da un momento all’altro: infatti, Aquilani col tacco confeziona il 3-0 di Jovetic; poi, Ljajic ancora riscopre il suo destro come fosse un prodigio e si regala il poker che vale il 4-0. La perla con tiro da fuori di Cassano che si piazza nell’angolino (il gol del 4-1, per intenderci) è solo una nocciolina per il cenone della Fiorentina. Autentica umiliazione, i cambi di Stramaccioni hanno l’effetto di secchiello e paletta per rimuovere la sabbia dal Sahara. Un pareggio e sei sconfitte in trasferta dopo Torino, ultima vittoria il 3 novembre 2012 a Torino contro la Juventus. E i quattro ceffoni di Firenze fanno male, malissimo. Perché l’Inter crolla ancora in crisi, punto e a capo. E adesso c’è il derby. Al sapore di bivio…

Fonte: Fcinternews.it