Finire per ripartire

Solo tre partite, solo duecentosettanta minuti e tutto ciò avrà fine.

Paradossalmente quest’anno anche i calciofili più accaniti, quelli che “soffrono” la lunga pausa estiva, non vedono l’ora che questo Campionato abbia fine.
C’è da esser chiari, il calcio a cui stiamo assistendo non è uno spettacolo, tutt’altro, è un continuo arrancare, un continuo tentativo di scalvalcare una valanga che però ti trascina sempre più giù.

I giocatori non ci sono, mancano da ormai due mesi tra i 10 e i 15,, perchè se ne recuperi due è ormai già deciso che ne debba perdere altri due, è paradossale! Per la trasferta contro il Napoli per “miracolo” Stramaccioni ha potuto convocare Guarin e Cambiasso, ma ironia della sorte ha perso Rocchi e ha mandato in campo un Ranocchia infortunato.

Cosa pretendere ormai a tre giornate dalla fine? L’Inter domenica sera ha giocato senza punte di ruolo (!), una squadra che ha/aveva l’obiettivo di centrare i primi posti non può ritrovarsi senza attaccanti, certo, l’infortunio di Milito non era prevedibile, ma i muscoli malandati di Palacio e Cassano, due professionisti, non si spiegano.

Stramaccioni, come sempre nel calcio, è il capro espiatorio, l’unico contro cui puntare il dito, perchè alla fine è lui a schierare la squadra. Ma che squadra ha? Ci ripetiamo da sempre che nemmeno il miglior Mourinho a questo punto potrebbe far meglio, per cui perchè continuare ad attaccarlo?
L’allenatore, così come lo staff medico e tecnico, e così come i giocatori stessi, ha le sue colpe. Nessuno ne esce indenne da questa stagione disgraziata, ma bisogna fare un’attenta analisi di responsabilità, per non attuare una rivoluzione che mandi all’aria un progetto ormai in cantiere e a questo punto inapplicabile, e per costruire un futuro, saldo , con qualche certezza in più.

Cosa aspettarci dal futuro? In panchina a scanso di ribaltoni ci sarà ancora Strama, l’uomo su cui Moratti ha deciso di puntare, da un lato perchè crede in lui, dall’altro per mancanza di valide alternative. In campo ci saranno due linee da seguire: la linea verde dovrà sposarsi alla perfezione con quella dell’esperienza. Qualche senatore rimarrà (Milito, Cambiasso e Zanetti) qualcun altro ha un futuro ancora incerto. Il modulo è ormai chiaro è il 4-3-3, un modulo offensivo per una squadra che deve tornare ai vertici al più presto. Tra arrivi (Icardi, Botta, Laxalt, Campagnaro, Andreolla) e magnifici rientri (Milito e Zanetti), l’Inter dell’anno prossimo non potrà rivivere l’incubo di quest’anno. Non sappiamo ancora le prossime partite cosa ci riserveranno, ma di sicuro il futuro, quello un po’ più lontano, è tutto da vivere.