Convince la difesa a tre e senza Sneijder la squadra decolla

Cinque Inter diverse in sei partite, e la migliore è quella senza Sneijder. La vittoria sulla Fiorentina suggerisce dolorosi temi antichi e propone novità. La buona nuova è che a furia di rimescolare moduli e assetti alla ricerca di un equilibrio accettabile tra le due fasi di gioco, Stramaccioni è approdato contro i viola a un 3-4-1-2 bilanciatissimo, modellato sullo schieramento dell’avversario, e che per l’esattezza è il quinto modulo diverso in sei gare. L’Inter ha giocato due volte col 4-3-1-2 senza alcuna fortuna (nelle sconfitte casalinghe contro Roma e Siena), una volta col 4-3-2-1 (a Pescara), una volta col 4-4-2 (a Torino) e una volta col 3-5-2 (a Verona), finché Strama ha disegnato il 3-4-1-2 che ha schiantato la Fiorentina. E’ stata una lunga marcia di avvicinamento a una fisionomia più chiara, premiata dal successo contro i viola, ed è probabile che questo assetto sarà confermato nelle prossime gare importanti a cominciare dal derby del 7 ottobre.

LA DIFESA A TRE VA – La sensazione è infatti che nell’immediato futuro l’Inter continuerà a partire con la difesa a 3 perché dà maggiori garanzie in fase di copertura, e davanti, a seconda dell’avversario, il centrocampo sarà disposto a cinque o a quattro. La gara contro la Fiorentina ha detto però che il centrocampo a quattro, con l’aggiunta di un trequartista dietro le due punte, sembra più consono alle caratteristiche di questa Inter: non disponendo di

un regista classico che faccia partire l’azione consentendo alla squadra di puntare sul possesso palla insistito, è forse meglio che i nerazzurri mutino pelle, diventando una squadra da battaglia, che ruba palla in fretta e riparte in velocità affidandosi in avanti a tre attaccanti rapidi in contropiede. In questo senso il rientro di Palacio potrà offrire variazioni interessanti sul tema.

PIU’ SERENI SENZA SNEIJDER – C’è poi la questione legata a Sneijder, che è già tornata alla ribalta. Forse è presto per riparlarne negli stessi termini di un anno fa, perché siamo ancora alla prima partita senza l’olandese, ma è innegabile che un’Inter desneijderizzata sia un’Inter più vivace e imprevedibile, addirittura più serena. E’ ormai da tempo immemorabile (anzi, memorabilissimo: diciamo da due stagioni in qua) che l’apporto di Sneijder alle fortune nerazzurre è risibile, quando non controproducente. Con lui in campo la manovra quasi sempre rallenta e si finisce nell’imbuto delle sue giocate, sempre più raramente coronate dal successo. Con lui in campo, né mezza punta né centrocampista, gli equivoci tattici sembrano moltiplicarsi. Un bel problema. Che spesso, da un paio d’anni in qua, si è risolto quando l’olandese è rimasto ai margini per i suoi numerosi infortuni muscolari. La prova più lampante è nel cammino di un anno fa: appena Sneijder è scomparso dai radar, l’Inter ha iniziato a volare, infilando la serie di sette vittorie consecutive con Ranieri; appena è tornato, alla fine di gennaio, è iniziata la picchiata che ha portato al disastro tecnico poi sfociato nell’esonero di Ranieri e nella chiamata di Stramaccioni. Che ora si stizzisce, come domenica nel dopopartita contro la Fiorentina, quando gli chiedono se un’Inter senza Sneijder sia più imprevedibile. Ma in cuor suo, Strama sta cominciando a capire come stanno le cose.

Fonte: La Repubblica