Inter in crescita, ora si vede la mano di Mancini

Finalmente è arrivata la prima vittoria targata Mancini, che consente alla squadra di ritrovare un po’ di convinzione e morale e di accorciare a sei punti la distanza dal terzo posto e dalla conquista del preliminare di Champions League. Nel successo di ieri sera al Bentegodi, si è finalmente vista la mano del Mancio, dato che i nerazzurri hanno seguito alla lettera le indicazioni dell’allenatore disputando una gara propositiva e votata all’attacco.

Contro un Chievo non certo irresistibile ma comunque in buona salute perché reduce da cinque risultati utili consecutivi, la squadra nerazzurra ha giocato con una difesa estremamente alta e cercato spesso e volentieri la profondità, sia con lanci centrali verso le due punte (Palacio in particolare) che con la costante spinta dei due esterni di difesa, D’Ambrosio a destra e Nagatomo sul lato opposto. L’ex Torino ha risposto molto bene e nella retroguardia a 4 sembra più a suo agio rispetto a Dodò, più bravo in fase offensiva ma deficitario nelle diagonali e nelle chiusure.

Ranocchia e compagni si stanno pian piano togliendo di dosso la ruggine mazzarriana e si stanno trasformando da una squadra lenta e capace di giocare solo in orizzontale a una votata all’attacco e brava a sfruttare e inserirsi negli spazi. Il match di Verona ha certificato una squadra sempre più convinta e che finalmente ha alzato il baricentro del suo gioco, attaccando con più uomini e assumendosi qualche rischio in più. D’altronde recita un vecchi adagio “chi non risica non rosica”, e la strada intrapresa dal Mancio è proprio questa, levarsi di dosso la paura e fare un calcio propositivo e votato all’attacco.

Certo, non tutto è andato come previsto e i limiti difensivi che hanno frenato la crescita della squadra si sono visti anche ieri sera. Handanovic, infatti, si è superato in un paio di occasioni nel primo tempo, prima opponendosi a Paloschi (trappola del fuorigioco che non ha funzionato) e poi a Meggiorini, lasciato tutto solo in area nerazzurra libero di colpire. La sensazione è che per trovare la perfetta quadratura del cerchio là dietro serva un giocatore in grado di far partire l’azione: quando la palla capita tra i piedi di Juan Jesus e Ranocchia difficilmente ne viene fuori qualcosa di buono.

Domenica sera a San Siro arriva la Lazio in quella che è la più classica prova del nove. L’anno scorso il panettone non è stato indigesto grazie al goal di Palacio che ha regalato il derby, ora il Natale sarebbe senza dubbio più sereno con una grande prova contro la squadra di Pioli che gode di ottima salute. Con la Juve nella calza della Befana, solo un successo contro i biancocelesti rimetterebbe in carreggiata i nerazzurri e permetterebbe loro di iscriversi nel registro delle (tante) squadre che ambiscono al terzo posto.

FONTEgoal.com