GL Rossi: “Squadra credibile fino alla fine”

E’ bastata la miglior mezz’ora iniziale della stagione per domare la rivelazione Verona e riprendere in classifica un quarto posto più che dignitoso.
Ancora una volta, senza Campagnaro, è mancata un po’ di tranquillità in certe situazioni puramente difensive, oltre alla capacità di saper raffreddare le partite quando occorre.
Ma complessivamente Mazzarri ha confermato di aver forgiato una squadra affidabile. Oggi solo un pirla potrebbe spingere il paragone tra il rendimento dell’Inter di un anno fa e quello attuale oltre fini puramente statistici. Un anno fa di questi tempi era ancora tempo di exploit e sarebbe stato così ancora per due giornate, prima di uno dei crolli più rovinosi della storia. Quest’anno l’Inter, anche senza impennate particolari, sarà probabilmente credibile fino alla fine. Peccato solo che dalle gare con Cagliari e Torino siano arrivati solo 2 punti: ne sarebbero bastati anche solo altri 2 per trovarsi in una situazione di classifica da leccarsi i baffi, ma va bene così.
Il Verona è stato schiantato in poco più di dieci minuti su due situazioni di palla inattiva, ma al di là di qualche fortunato rimpallo, l’Inter la gara l’ha dominata per 70 minuti e senza particolare angosce, malgrado le puntuali distrazioni in fase difensiva.
Prima Jonathan e poi Palacio hanno sfruttato, come non accadeva da tempo, le tipiche situazioni di mischia, ispirando poi un certo rilassamento in chi ha creduto di aver già finito il lavoro nel giro di mezz’ora. Ci ha pensato Martinho, sfruttando bene una sponda di Toni e la solita ingenuità di Juan Jesus, a riportarci in partita.
Di lì a poco però ecco un altro flipper, provocato da una bella azione di Nagatomo conclusa sul palo. Sul rimbalzo, l’Inter ha allungato di nuovo con Cambiasso, che ha dedicato il gol al team-manager Ivan Ramiro Cordoba, ricoverato da più di una settimana per una peritonite, ma ora sta meglio.
Nella ripresa l’Inter ha trovato quasi subito anche il quarto gol: altro angolo, altra apprensione per Rafael e rimpallo vincente addirittura per Rolando. Anche nella seconda parte l’Inter ha comunque giocato in modo convincente: godibili uno slalom alla Dani Alves di Jonathan, un tiro da lontano di Guarin che ha impegnato Rafael e soprattutto un altro gol di Palacio in contropiede, annullato per fuorigioco inesistente.
Con l’uscita di Palacio e di Cambiasso, fondamentale, come ribadito da Mazzarri, anche e soprattutto per la sua esperienza, alla faccia dei soliti detrattori in poltrona, rilevati rispettivamente da Kuzmanovic e Belfodil, l’Inter ha perso un po’ in concentrazione fino a concedere al Verona il bel gol di Romulo, ancora innescato da Toni, al quale è stato poi giustamente annullato un gol a gioco fermo, per precedente spinta su Ranocchia.
Buono anche l’impatto di Belfodil sulla partita, con un destro nel finale domato a fatica da Rafael. Peccato per l’ingenuità dopo il fischio finale, quando il fiscalissimo Celi non ci ha pensato due volte a espellere l’algerino insieme a Moras per saluti verbali non proprio eleganti.
La prossima volta, Belfodil sarà certamente più furbo, ma intanto l’Inter è ripartita.

Fonte: gianlucarossi.it