Inter contro il razzismo, da Weizs a Intercampus

L’Uefa ha aperto un’inchiesta per i cori razzisti intonati da alcuni supporter dell’Inter contro il calciatore del Tottenham Adebayor.

Tuttavia, l’impegno nerazzurro per contrastare il razzismo è contenuto nel Dna del club che si è voluto chiamare Internazionale proprio per accentuare il suo carattere aperto, senza confini e pregiudizi. Quest’anno, l’Inter ha avviato una riflessione profonda sui valori dell’antirazzismo, commemorando il 15 gennaio Arpad Wiesz, prima della partita dei quarti di finale di Coppa Italia con il Bologna. Una commemorazione intensa verso un personaggio straordinario, allenatore dell’Internazionale (anzi, all’epoca Ambrosiana per volere del regime) e del Bologna.

Ungherese di origini ebraiche, all’Inter vinse lo scudetto del ’29/30 e scopri’ Giuseppe Meazza. Wiesz trovò la morte ad Auschwitz nel 1944. Il Club nerazzurro – in onore anche all’ispirazione che lo ha fatto nascere – rende concreto il proprio impegno con Intercampus, un progetto che coinvolge 25 Paesi e diecimila bambini di tutto il mondo. E, ultimamente, il presidente Massimo Moratti ha aderito all’iniziativa lanciata dall’assessore allo sport del Comune di Milano Chiara Bisconti: istituire un fondo nazionale per finanziare tutte le iniziative nelle scuole volte a combattere il razzismo.

Fonte: Ansa