Inter: cinque motivi per crederci

L’acquisto (quasi ufficiale) di Geoffrey Kondogbia dal Monaco, ha portato grande entusiasmo in casa nerazzurra. E questo è già un ottimo punto di partenza per quel che riguarda la stagione 2015/16, in cui dovremo salire almeno sul podio per darle un senso, e riscattare le grandi delusioni patite in questi ultimi anni.

Ma le sensazioni positive non nascono solo da una campagna acquisti intelligente, come è stata finora. Ci sono più fattori che inducono a pensare che l’annata entrante sarà positiva, senza però eccedere in termini di ottimismo.

1. Il condottiero
Nella storia recente dell’Inter, il cambio di allenatore a stagione in corso, non ha mai portato i frutti sperati. La stagione 2015/16 però, riparte da un condottiero che risponde al nome e al cognome di Roberto Mancini.

Il tecnico jesino ha sposato in pieno la causa nerazzurra, con la sua esperienza e il suo sapere calcistico, che lo portano in ambienti dove c’è da rimettere assieme i cocci. Quest’annata sarà fondamentale, perché se è vero che nella stagione appena conclusa la squadra era quella di Mazzarri e non la sua, ora verranno esaudite tutte le sue richieste, e di conseguenza Erick Thohir e soci pretendono risultati. Mancio è però sicuro di poter dire la sua.

2. I più forti devono rimanere
Non è uno slogan pubblicitario, ma una base su cui ripartire per il nostro allenatore. Samir Handanovic, reduce da una stagione bifronte, ha sempre goduto della considerazione di Mancini, e di conseguenza verrà confermato. Un po’ per amore, un po’ per forza, Samir avrà un’altra occasione per dimostrare di essere uno dei portieri più forti in circolazione, garantendo esperienza alla formazione nerazzurra. Ma non sarà l’unico su cui basarsi per rimodellare la formazione. Infatti un’altra pedina importante, per non dire fondamentale, è Mauro Icardi.

Il capocannoniere dell’ultima Serie A, fresco di rinnovo, è l’attaccante da venti goal a stagione di cui abbiamo bisogno. Il lavoro di Mancini su di lui è stato impressionante. Dalle critiche per lo scarso impegno a un ruolo fondamentale per il futuro in pochi mesi. Il numero nove infatti ha dimostrato un impressionante crescita tattica, che lo porta a giocare per la squadra e a sacrificarsi, senza però dimenticar la fase realizzativa, che per uno della sua età non è affatto male.

3. La campagna acquisti
Oltre a ciò la, c’è la campagna acquisti, che ha alzato il livello generale. È vero, bisogna ragionare con cautela, visto anche come è andata lo scorso anno. La sensazione però è buona, perché i giocatori comprati, a differenza dello scorso anno, non sono reduci da secolari infortuni e hanno una buona tenuta fisica. E questo particolare non è di secondaria importanza, anche se è chiaro che sarà poi il campo a rivelare la lungimiranza dei nostri dirigenti.

Murrillo, Miranda e Kondogbia fanno della loro fisicità uno die punti di forza per il tipo di gioco che fanno. Un ruolo importante potrebbe giocarlo la preparazione.

4.  Il ritorno di Dejan Stanković
È con immensa gioia che F.C. Internazionale riabbraccia Dejan Stankovic, pronto ad iniziare una nuova fase della propria carriera sportiva con il ruolo di First Team Club Manager.

Questo comunicato, oltre che a far gioire i tifosi, è un passo importante verso la costruzione di un organigramma di veri nerazzurri. L’ex centrocampista infatti, in parole povere, sarà il ponte di collegamento tra la società e la prima squadra, ruolo in passato occupato da un mostro sacro come Lele Oriali.

5. Il mancato raggiungimento dell’EL
Non bisogna dimenticare nemmeno che il mancato raggiungimento di un obiettivo europeo, fa sì che le sanzioni del Fair Play Finanziario si attenuino. Inoltre, avendo due sole competizioni da disputare, si può lavorare meglio.

Insomma, perché non crederci?