Inter, chiudiamo la porta!

Una buona vittoria quella di sabato con il Verona; tre punti che fanno morale dopo un mese nel quale gli uomini di Mazzarri hanno collezionato due pareggi e una sconfitta.

Ora però ci sono due trasferte storicamente ostiche come quelle di Bergamo e Udine, campi nei quali l’Inter ha sempre faticato ed è spesso tornata a casa a mani vuote e con molti rimpianti. Ci apprestiamo ad affrontare queste due partite fondamentali per capire veramente chi siamo con un grosso problema; l’affidabilità della difesa.
Dieci gol subiti nelle ultime cinque partite sono numeri che non fanno dormire sonni tranquilli e anzi preoccupano parecchio perché non ci sarà sempre Palacio a mascherare i problemi della nostra retroguardia e soprattutto non ci sarà sempre la difesa del Verona che ci concede tre gol da calcio d’angolo. Le partite si vincono anche 0-1 con un ‘golletto’ fortunoso e una difesa impenetrabile, termine che ora come ora non si addice di certo a quella neroazzurra.

Anche sabato sera, nella vittoria con l’Hellas la sensazione era quella di una difesa fragile, spesso in difficoltà e impreparata. Non è un caso che Toni e compagni abbiano trovato più volte la via della porta; emblematica è l’azione del primo gol, nel quale una semplice sponda dell’ariete clivense per l’incursione di Martinho ha aperto in due la retroguardia interista, con J.Jesus totalmente fuori posizione e un buco centrale abilmente sfruttato dal brasiliano del Verona.

Così non va bene e Mazzarri deve trovare una soluzione per chiudere la porta; se Campagnaro non recupera di certo non si può continuare ad insistere imperterriti con Ranocchia, Jesus e Rolando che singolarmente sono anche buoni giocatori, me assieme ne combinano di tutti i colori e non danno garanzie di affidabilità. Si rischierebbe infatti di ignorare quello che è sotto l’occhio di tutti: bisogna cambiare.
Forse cambiare modulo o forse cambiare interpreti con l’inserimento di Samuel; di sicuro non si può continuare a prendere due gol a partita perché quelle con Atalanta e Udinese saranno sicuramente match di sofferenza in cui un gol preso influirebbe sul tema tattico della partita e comprometterebbe il risultato perché risulterebbe difficilissimo riuscire a ribaltarlo ancora una volta contro due squadre che si chiudono e ripartono velocemente.