Inter-Chievo, cercando di suonare la quinta

Si comincia il girone di ritorno, e si riparte dal ricordo di quell’incontro col Chievo giocato in Agosto per la prima di campionato. Detto tra noi, assomigliavamo di più ad un’armata brancaleone che ad una vera squadra, da una decina di giorni nelle mani di un’allenatore che non riusciva nemmeno a farsi capire dai giocatori. Povero De Boer. Probabilmente la sua sofferenza umana di quei pochi mesi all’Inter, e le nostre sofferenze come tifosi, si sarebbero potute evitare. Per chi non lo ricordasse, il nostro esordio con il Chievo fu un pianto unico. Sconfitti nettamente per 2-0 da una squadretta quanto meno ordinata, con i nostri che invece vagavano per il campo senza saper bene cosa fare. Una difesa a tre che a sopresa abbiamo visto schierata in campo, rimane una delle scelte più maldestre della storia.

Quella appena citata era stata la quinta sconfitta nerazzurra nel totale degli incontri giocati con il Chievo. Quattro di queste in trasferta, una sola in casa.

Un bilancio, quello con i veronesi, non troppo esaltante. Sempre abbiamo incontrato difficoltà, anche quando li abbiamo battuti.

Durante la scorsa stagione abbiamo registrato due vittorie di misura per 1-0, entrambe firmate Icardi. La seconda di queste, giocata a Milano, andava ad interrompere una serie negativa di cinque incontri senza vittorie, ma con tre brucianti sconfitte che ci avevano fatti passare da primi in classifica a zona Europa League in poco tempo.

Ora ci troviamo in una situazione quasi opposta, visto che veniamo da quattro vittorie consecutive, ottenute in incontri sulla carta tutt’altro che semplici. A partire dalla partita col Chievo, avremo ora tre gara in teoria da vincere. Ma l’esperienza dovrebbe insegnare a non sentirsi già in tasca i punti prima ancora di averli conquistati.

Come dicevamo, non abbiamo mai vinto a mani basse contro i gialloblù, nemmeno quando gli incontri parevano già conclusi. Così è accaduto nel 2006, quando al 70’ ci trovavamo sul 4-0 a nostro favore, per poi farci riavvicinare fino al 4-3 finale.

E di nuovo abbiamo sofferto un brivido analogo nel 2010, facendoci rimontare da 4-1 a 4-3.

Ma possiamo citare anche il successo del 2008, quando avevamo chiuso il primo tempo in vantaggio per 2-0 e tutto sembrava filare liscio. Nella ripresa ci eravamo invece fatti raggiungere sul 2-2, ed era stata necessaria una doppietta di Ibrahimovic nel finale per portare a casa la vittoria.

Insomma, ci sarà poco da star tranquilli. Prepariamoci a vivere un Sabato sera coi brividi, e non solo a causa delle basse temperature di questo periodo.