Inter, è il momento di ripartire

Ripartire dopo una sbornia è sempre complicato, e chi ha avuto di tanto in tanto la felice idea di lanciarsi in una serata di bagordi nonostante la sveglia assassina pronta a suonare al solito orario richiamandoti alle tue responsabilità sa sicuramente di cosa parlo. Ecco, un derby vinto giocando un tempo in inferiorità numerica, con i tuoi avversari che non la buttano dentro neanche con le mani e si lanciano in sproloqui nei giorni a seguire con travasi di bile di dimensioni epiche, è una bella sbornia che due settimane di sosta forzata per via delle nazionali dovrebbero aver provveduto a smaltire.

Uso il condizionale perchè si sa, a volte l’hangover dura più del previsto e in nessun caso questo è un fatto positivo. Figuriamoci poi se potrebbe esserlo nella giornata in cui Juventus e Napoli, dopo giorni di schermaglie e polemiche, si scontreranno in quella che tutti ormai definiscono “sfida-scudetto”, togliendosi giocoforza punti a vicenda.

L’occasione che si presenta sul piatto della banda di Stramaccioni, inutile girarci attorno, è di quelle ghiotte:  una vittoria interna contro il Catania aprirebbe scenari interessanti, senza dimenticare che comunque siamo solo all’ottava di campionato e il cammino da percorrere è decisamente lungo e pieno di insidie. Fermarsi per due settimane ha probabilmente permesso di diluire al meglio i postumi della festa per la vittoria nella stracittadina, ma adesso è tempo di lasciarsi tutto alle spalle e pensare che al primo vero bivio stagionale la strada intrapresa è stata quella maestra della vittoria, guardando alla sfida di domenica come una di quelle che possono dare nuovo slancio ma al tempo stesso sbatterti fuori strada riportandoti bruscamente nell’arido terreno della mediocrità.

Servirà calma e gesso domenica, perchè quel Catania capace di essere leone tra le mura amiche ed agnello lontano dal Massimino possiede tutte le caratteristiche per risultare indigesto e particolarmente difficile da affrontare. Limitarsi ad analizzare freddi numeri come precedenti (13 vittorie e 2 pareggi su 15 gare disputate a San Siro), e ruolino di marcia degli etnei in trasferta (1 punto in tre gare, 8 reti subite e due sole segnate) sarebbe fuorviante e fornirebbe informazioni incomplete sulle reali difficoltà che si nascondono dietro una gara del genere. Siena docet, ma non solo: il Catania dispone di individualità di spessore, e di contropiedisti eccezionali che possono essere letali in una gara il cui leit-motiv sarà con tutta probabilità quello di ogni gara nella quale una “piccola” rende visita ad una delle prime della classe.

Servirà la migliore Inter, e questo è esattamente il tipo di partita che costituisce una sorta di “prova del nove” come test ulteriore sulla bontà di un progetto. Il passato, domenica, conterà zero: perchè nel calcio si sa,  le cose possono cambiare velocemente, e si fa presto a tornare tutti dei brocchi. La festa è stata magnifica, ma adesso è tempo di gettare le basi per costruirne altre..