Inter, da brutto anatraccolo a cigno in una sera

LA GARA– Inter-Juventus di ritorno di Coppa Italia sembrava essere una gara dall’esito scontato. Tante partite sottotono, troppi punti persi per strada. Eppure pian piano lo stadio e l’animo di ogni tifoso hanno iniziato ad accendersi seguendo l’incessante ritmo di crescita della squadra. Al sedicesimo minuto Medel ruba palla a Hernanes filtrando un passaggio a Brozovic, il quale di destro mette a sedere Neto. L’Inter non perde la concentrazione e poco dopo riesce a creare un’altra azione pericolosa con Ljajic che tira ad incrociare colpendo la traversa. Nel frattempo continua a piovere e nell’intervallo nessun tifoso può negare di averci pensato un momento, di aver sfiorato l’idea da lontano… negli occhi dei giocatori la rimonta era una questione di orgoglio. Al quarto minuto del secondo tempo Eder parte da destra e con un cross trova sul secondo palo uno strepitoso Perisic che non sbaglia. Al trentasettesimo su fallo di Rugani su Perisic viene assegnato calcio di rigore, battuto freddamente ancora da Brozovic. Ai supplementari l’Inter trova una clamorosa occasione con Perisic che al novantesimo tira su cross di Palacio, ma Neto devia in calcio d’angolo. Carrizo nei minuti finali tiene accese le speranze dell’Inter.  Il risultato di parità impone i calci di rigore, dove l’Inter fallisce un’impresa che sarebbe stata eroica a causa dell’errore dal dischetto di Rodrigo Palacio, il quale però è imprescindibile dall’Inter e dal suo progetto.

RIFLESSIONE– Cara Inter, che dire dopo questa partita? In 120 minuti è stato vissuto ogni stato d’animo inimmaginabile. Dall’atteggiamento disfattista iniziale, con il quale si pensava ad un risultato scontato, allo stupore nel vedere finalmente la squadra lottare su ogni pallone, alla speranza perchè qualcosa di eroico si stava compiendo e a una giustificabile delusione finale mista ad un grande senso di orgoglio. Questa gara insegna tanto. Se l’Inter avesse sempre giocato così sarebbe stato uno degli avversari più temibili di tutto il Campionato. Aver disputato una prestazione di questo genere dimostra che l’Inter lo può fare. Da brutto anatroccolo può essere uno splendido cigno. Può avere un attacco mobile e imprevedibile che crea occasioni non lasciando punti di riferimento, può avere un centrocampo che pressa alto e non permette agli avversari di ripartire, può avere una difesa compatta. L’Inter può crescere, se vuole. Questa gara non passerà inosservata come le altre, perchè molto probabilmente dopo essersi persa per due lunghi mesi, la squadra si è ritrovata. Le speranze si sono riaccese e forse il vento porterà con sè un nuovo Campionato. La prova di grinta chiesta a gran voce dalla Curva Nord è finalmente arrivata. Ogni tifoso dopo la partita persa supererà la delusione della mancata finale, andrà oltre il risultato, perchè in tutta la gara è stato messo in campo il cuore. Per un momento squadra e tifosi erano in simbiosi l’uno con l’altro… ed è una magia che non vogliamo più farci mancare.