Inter anti-Juventus del fatturato: Suning fa rima con crescita

Juventus-Inter, anticipo della quindicesima di campionato, venerdì sera, accenderà i fari su quello che nei prossimi anni si annuncia come il “big match” della Serie A. Un campionato al momento schiacciato dalla supremazia bianconera, economica e sportiva.

Al momento, tra Juve e Inter esiste ancora un ampio divario scavato nelle ultime stagioni dalla galoppata juventina e per converso dalle vicissitudini societarie e proprietarie dell’Inter, frenata
anche dai vincoli del fair play finanziario. Ma è un gap destinato a ridursi se l’Inter, con una presenza costante in Champions, confermerà il trend di aumento del fatturato manifestato in questi
anni. Le due squadre appartengono a due colossi, la Exor e Suning.

La casa madre della Juve fattura oltre 140 miliardi di euro all’anno, mentre i cinesi hanno un giro d’affari concentrato soprattutto in madrepatria che oscilla tra i 50 e i 60 miliardi. Per ora le differenze economiche sono cospicue anche tra i due club che nel 2018 si sono palesate in una differenza di ricavi operativi (senza plusvalenze) pari a circa 110 milioni.

Il fatturato complessivo dell’Inter, incluso l’effetto del player trading, è stato al 30 giugno 2018 pari a 346,9 milioni, in crescita del 9% circa rispetto all’esercizio precedente. Un livello record che ha
superato anche quello della stagione 2009/10, quella del Triplete, quando il club aveva avuto 323,5 milioni di ricavi. I ricavi operativi (escluso quindi il player trading) sono stati pari a 287 milioni,
con un +6% rispetto all’anno prima, nonostante l’assenza della Champions conquistata invece in questa stagione.

Anche il risultato d’esercizio consolidato è stato il migliore registrato da 15 anni, con una perdita di soli 17 milioni (al 30 giugno 2017, il rosso era di 24,5 milioni), che ha permesso al di uscire sostanzialmente dal settlement’s agreement sottoscritto con la Uefa nel 2015.

Sul fronte dei ricavi per i nerazzurri va segnalato il boom di quelli commerciali saliti a 130,3 milioni (+16% ), spinti dai “regional sponsor” in Cina e Asia promossi da Suning. I diritti tv nazionali hanno fruttato 80 milioni e lo stadio 33 milioni circa. Con una media a San Siro di 57mila spettatori (30mila abbonati) l’Inter si conferma la squadra più seguita.

È proprio sul fronte stadio che quindi si può e si deve recuperare terreno rispetto alla Juve (l’Allianz Stadium ha una capienza massima di 40mila). Cruciale sarà il piano da concordare con il Milan entro fine 2019 per una remunerativa ristrutturazione di San Siro e delle aree limitrofe necessaria a raddoppiare (e nel lungo termine triplicare) i ricavi da stadio.

Alla voce matchday revenues, i bianconeri hanno ottenuto nella stagione 2017/18 56,4 milioni. Nel bilancio al 30 giugno 2018 la Juventus ha registrato entrate totali per 504 milioni di euro (poco più di 400 milioni al netto delle plusvalenze da calciomercato) contro i 562 milioni del 2017. Sul fronte dei proventi televisivi, nel 2018, la Juve ha incamerato 200,2 milioni, 122 dall’Italia e 78 grazie alla partecipazione alla Champions League. A livello commerciale la Juve nell’era “pre CR7” ha incassato 114,7 milioni. In particolare da Jeep (21 milioni) e Adidas (23 milioni), i principali
sponsor di maglia, sono arrivati meno di 50 milioni.

La Juve sta spingendo molto sui “regional sponsor”. Dopo la finale di Champions persa con il Barcellona nel 2015 la ritrovata visibilità internazionale ha permesso ai bianconeri di siglare il primo accordo di questo tipo con Heineken Messico per il marchio Tecate nel paese centroamericano. Oggi se ne contano sei.

Passando al versante delle spese, il costo della rosa dell’Inter è cresciuto al 30 giugno 2018: gli ammortamenti sono saliti a 78 milioni e gli ingaggi per il personale tesserato tra parte fissa e variabile a 119 milioni. Per quanto concerne la Juventus nella stagione 2017/18 gli ammortamenti sui cartellini sono aumentati a 107 milioni. Gli ingaggi per il personale tesserato sono stati pari a
233 milioni.

Ciò significa che la rosa juventina è costata circa 340 milioni. Quasi 140 milioni in più di quella dell’Inter (197 milioni tra ingaggi e ammortamenti). Una differenza che si sta tuttora
riflettendo sulle performance sportive.