Ora inizia la vera era Thohir

Erick ThohirAl triplice fischio di Manganiello in casa Inter non è calato il sipario solo su questo campionato, ma è ufficialmente terminata un’era con gli addii di Zanetti, Cambiasso, Milito e Samuel, gli ultimi reduci del Triplete. La gara contro il Chievo è stata la classica festa di fine stagione tra due squadre che la settimana prima avevano centrato i rispettivi obiettivi: i nerazzurri avevano messo in cassaforte il quinto posto e conquistato un posto in Europa, i padroni di casa erano tornati dalla trasferta di Cagliari con la salvezza in tasca.

La gara del Bentegodi, piena zeppa di seconde linee e di gente al commiato, passerà alla storia solo per una curiosità, perché il 2-1 finale è stato deciso da tre goal dell’ex: ad Andreolli, che ha vestito la casacca gialloblù dal 2010 al 2013, ha risposto la doppietta di Obinna, 9 presenze e un goal a Milano nella stagione 2008-2009.

Certo, una sconfitta non è il modo migliore per chiudere la stagione, ma in gare così si pensa solo a non farsi male e non vedi l’ora che l’arbitro fischi la fine. Dopo aver prelevato la società a stagione iniziata, da oggi parte la rivoluzione di Thohir e gli addii degli ultimi eroi del Triplete non saranno gli unici. Con loro anche Carrizo (disastroso contro il Chievo) farà le valige, così come il terzo portiere Castellazzi. In difesa ultimi giorni ad Appiano per la meteora Wallace, probabile valige anche per il marcatore di giornata Andreolli, mentre c’è la volontà di confermare Rolando ma senza svenarsi.

A centrocampo sicuri partenti Mudingayi e Mariga, hanno le ore contate anche Guarin e Kuzmanovic, mentre il futuro di Alvarez è legato a un eventuale rinnovo finora lontano. Tra le punte, invece, è probabile la cessione in prestito di Botta. In totale una dozzina di giocatori svuoteranno l’armadio della Pinetina e dovranno essere sostituiti degnamente per affrontare il doppio impegno campionato-Europa League. Il compito a cui sono chiamati Thohir e i suoi uomini è davvero improbo, perché non c’è da sostituire qualche pezzo di uno scacchiere che funziona, ma da rifare quasi in toto una squadra che ha chiuso a 42 punti dalla Juve dei record, a 25 dalla Roma seconda in classifica e a 18 dal Napoli che ha conquistato il preliminare di Champions League.

Se la dirigenza è chiamata a non sbagliare praticamente nulla in sede di mercato, la prossima sarà una stagione decisiva anche per Mazzarri. Per mercoledì l’allenatore toscano ha convocato una conferenza stampa in cui farà il bilancio stagionale e chiarirà le sue intenzioni per il futuro, dopo che la società gli ha offerto il rinnovo fino al 2016. Per l’ex allenatore del Napoli sarà la sfida più ardua della carriera, perché l’anno prossimo l’obiettivo minimo sarà finire il campionato tra i primi tre per tornare a giocare in Champions League. Un traguardo da non fallire, anche perché nel 2016 la finale si giocherà a San Siro.

Nella sua carriera Mazzarri ha mostrato di amare le sfide più difficili, ma per raggiungere certi traguardi ha bisogno che la squadra venga rinforzata un po’ in ogni reparto, mentre a lui si chiede una maggiore flessibilità nel modulo (difesa a quattro) e una qualità maggiore nel gioco espresso. Alcuni punti fermi già ci sono (Handanovic, Vidic, Ranocchia, Kovacic, Hernanes, Palacio e Icardi), ma per alzare l’asticella servono innesti di qualità sugli esterni, in mezzo al campo e in attacco, oltre a correggere gli errori cronici dell’ultima stagione, i tanti cali di tensione che sono costati tantissimi punti. I soldi non sono tanti, c’è il fair play finanziario da tenere sott’occhio, quindi tecnico e dirigenza dovranno essere bravi a pescare i giocatori giusto spendendo poco o magari a paramentro zero. La missione è difficile, ma non impossibile: Cambiasso, Julio Cesar e Maicon sono chiari esempi del fatto che i campioni non fanno necessariamente rima con soldoni…

Fonte: goal.com