L’incubo-Atalanta e una difesa da sistemare

Atalanta-Inter non è una partita normale. Perlomeno per l’Inter di oggi e di ieri, nel senso di Mazzarri ricordando l’Inter di Stramaccioni. Già perché proprio a Bergamo (11 novembre 2012) cominciò –del tutto inattesa- la lunga crisi dell’Inter di Strama. Subito dopo l’estasi di Juve-Inter 1-3 (4 novembre 2012), secondo posto in classifica un punto dietro i bianconeri, settima vittoria consecutiva, quando di Stramaccioni si diceva che era il nuovo Mourinho e intorno al nerazzurro si parlava di scudetto. Come no?
Atalanta-Inter, quella sera a Bergamo, finì 3-2: gol di Bonaventura, pareggio di Guarin, doppietta di Denis e poi Palacio. Si pensava: sarà stata una partita no, fra l’altro con un discutibilissimo rigore per l’Atalanta. Ne seguirono altre ventotto, quasi tutte uguali, con un mare di errori difensivi e non solo, quasi tutte col sapore forte e amaro della sconfitta e della crisi.
Oggi sappiamo (speriamo) che non è così. L’Inter di Mazzarri ha preso una sola, seria, sbandata con la Roma. Ha gettato al vento due vittorie con Cagliari e Torino, subendo gol strani nei minuti finali. Ha battuto il Verona segnando quattro reti, e subendone un paio di troppo. Il troppo che non si addice alle ambizioni di una squadra che vuole essere ai vertici della classifica. Tanto da far riaffiorare i fantasmi dell’ultima stagione, con l’esagerata propensione a prendere gol; e inducendo Mazzarri a qualche cambio di rotta, in difesa, e in vista della trasferta di martedì a Bergamo.
Se il problema è una certa svagatezza di Ranocchia, che sembrava aver superato certe sue titubanze; se il problema sono gli eccessi offensivi di Juan Jesus; oppure se siamo dinanzi al caso-Campagnaro, quando c’era lui tutto era a posto, ora che è assente (ma fino a quando?) la fase difensiva si complica. Sommando tutto questo, Mazzarri ha detto di essere pronto al rilancio di Samuel, e magari a qualche idea di turn-over, per far vedere, per esempio, quanto vale Andreolli; e magari per riproporre Rolando, che in silenzio si è ritagliato il suo piccolo spazio da protagonista. Una difesa che a Bergamo vedrà ancora Carrizo fra i pali e che dovrà mostrare un volto meno vulnerabile, Nelle prime 5 gare (con Campagnaro) aveva subito 2 gol; nelle ultime 4 partite (senza l’argentino) ne ha subiti 9. Non serve far commenti. Serve lavorare e riparare le falle.

Fonte: Sport Mediaset