In Europa spese senza misure, con l’Inter che rinuncia al tesoro da investire: la strategia…

ThohirDifficile fare mercato senza incassare, almeno in Italia. Le norme del Fair Play Finanziario stanno influenzando le campagne acquisti a livello internazionale, ma questo non ha impedito alle solite big di spostare calciatori a suon di decine e decine di milioni, pur imponendo anche cessioni remunerative per non appesantire dei bilanci già troppo deficitari. Certi movimenti finanziari non hanno riguardato l’Italia, che ha registrato con la cessione di Mehdi Benatia dalla Roma al Bayern Monaco per 26 milioni più bonus, fino ad arrivare a una trentina. Cifra importante, ma che impallidisce di fronte agli 80 milioni circa pagati dal Barcellona al Liverpool per Luis Suarez e dal Real Madrid al Monaco per James Rodriguez, o ai 70 sborsati dal Manchester United per strappare Angel Di Maria proprio alle merengues. Persino i 50 consegnati dal Paris Saint-Germain al Chelsea per David Luiz rappresentano una cifra inarrivabile per un club italiano.

BASSO PROFILO – Nel nostro Paese, la spesa principale è firmata dalla Roma (che ha chiuso la sessione con il passivo principale): 25 milioni per Juan Manuel Iturbedell’Hellas Verona. E l’Inter? Nessun incasso significativo, al massimo i 3 milioni immediati che il Rubin Kazan ha versato per la metà interista di Marko Livaja. Sul fronte acquisti, il vero investimento immediato porta il nome di Gary Medel, circa 9 milioni ma pagabili in tre rate e quindi ammortizzati a bilancio. La distanza da colossi come Barcellona, Real Madrid, Manchester United e altre grandi d’Europa oggi è abissale, segno di una realtà che vede il calcio italiano nelle retrovie dei movimenti finanziari. Eppure l’Inter avrebbe potuto incassare cifre importanti in questa sessione di mercato, ma la strategia adottata da Erick Thohir non ha previsto sacrifici significativi.

GOLD BROTHERS – Due i giocatori che avrebbero potuto garantire, complessivamente, oltre 50 milioni di euro: Mateo Kovacic e Mauro Icardi. Se la società nerazzurra avesse ceduto alle lusinghe dei ricchi d’Europa, avrebbe potuto finanziare un mercato in entrata ben più ricco, ma al contempo avrebbe dovuto sostituire due punti di forza della rosa attuale. Con almeno 25 milioni a testa, i due giovani avrebbero agevolato il compito di Ausilio, che però avrebbe dovuto trovare degni sostituti. Ma l’ipotesi non è stata presa neanche in considerazione né a Giakarta né in corso Vittorio Emanuele a Milano: Kovacic e Icardi sono parte dell’ossatura su cui Thohir sta costruendo il nuovo corso e privarsene già alla prima stagione sarebbe stato controproducente. Inoltre, le offerte arrivate da Barcellona e Madrid (sponda Atletico), pur interessanti, non sono state ritenute sufficienti a far barcollare la fermezza della strategia societaria.

NE RIPARLIAMO DOPO – Questa, nelle intenzioni del club, deve essere la stagione della consacrazione dei due gioielli, sia per il bene dell’Inter sia, chissà, per il bene del club, che in caso di ipervalutazione potrebbe entrare nell’ottica di vendere almeno uno dei suoi talenti. Posto che oggi non esistano giocatori incedibili, ma lo diventano a fronte di una proposta impossibile da rifiutare, intenzione di Thohir è innanzitutto permettere ai due di fare il bene dell’Inter sul campo, in secondo luogo attendere che la loro valutazione possa lievitare al punto da invitare i ricchi del calcio europeo a sborsare cifre enormi per convincere la proprietà a cedere. Con ovvi benefici finanziari dell’Inter, che poi cercherebbe, grazie al lavoro di scouting, di sostituire degnamente il partente.

I MODELLI DA IMITARE – L’attualità però lega fortemente sia Kovacic sia Icardi alla causa nerazzurra, perché prima di pensare a cessioni ricche bisogna riportare la squadra al livello che merita, e ciò può avvenire solo puntando sui migliori giocatori in rosa. In un secondo momento, si valuteranno eventuali offerte irrinunciabili, adottando in toto i modelli Arsenal e Borussia Dortmund, che restano ai vertici del calcio europeo pur cedendo, a prezzi elevatissimi, i migliori giocatori, reinvestendo poi il denaro incassato e autofinanziando le campagne acquisti, con un bilancio sempre in salute.

Fonte: fcinternews.it