Il ‘vero’ Eder è rimasto alla Sampdoria? I numeri dicono…

Un affare da 13 milioni, tra i più cari del mercato di gennaio. Mancini aveva chiesto rinforzi in avanti e il duo Thohir-Ausilio gli ha regalato Eder, protagonista di un avvio di stagione da urlo con la maglia della Sampdoria. Sabato sera, il brasiliano naturalizzato italiano che con ogni probabilità rappresenterà la Nazionale Azzurra ai prossimi Europei, si ritroverà di fronte proprio i blucerchiati, che attualmente non navigano certo in buone acque.

Quello in programma a San Siro sarà un match fondamentale per entrambe le compagini, in cerca di punti fondamentali rispettivamente per la conquista di un posto in Champions e per la conquista della salvezza. Ma, proprio quello contro la squadra guidata da Montella, diventa un importante banco di prova anche per lo stesso Eder.

Con tutte le inevitabili difficoltà derivanti dal cambio di maglia a stagione in corso, l’Eder nerazzurro infatti finora non è riuscito a lasciare il segno. 4 gare, nessun goal, ma soprattutto un rendimento assolutamente anonimo. Di colpe specifiche, infatti, Eder, non ne ha quasi per nulla. Nessun goal fallito clamorosamente, atteggiamento impeccabile e spirito di sacrificio ne hanno contraddistinto le prime quattro uscite in maglia interista, ma il suo contributo, a conti fatti, è stato quasi nullo.

Analizzando, partita per partita, le gare giocate da Eder, la prima differenza che salta all’occhio ponendo a confronto l’Eder in maglia blucerchiata e l’Eder in maglia nerazzurra, è la posizione occupata in campo. Con la Sampdoria (grafico a sinistra), tanto sotto la guida di Zenga quanto sotto quella di Montella, il brasiliano giocava prevalentemente il pallone nella propria zona di competenza e cioè la trequarti sinistra d’attacco. All’Inter, invece (grafico di destra) Eder spazia maggiormente e fa specie notare che il maggior numero di ‘tocchi palla’ del giocatore siano avvenuti nell’area di laterale basso mancino ed esterno destro.

La media dei palloni giocati rimane uguale (un ‘tocco palla’ ogni 2 minuti), ma è la zona di campo a fare la differenza. Eder, infatti, come evidenziato dai dati e dai grafici, gioca il pallone molto più lontano dalla porta e fatica dunque a mettere in mostra le proprie peculiarità.

Non a caso con la maglia della Sampdoria Eder effettuava un tiro verso la porta avversaria ogni 43 minuti, con l’Inter invece ne scocca uno ogni 55 minuti. La conseguenza, inevitabilmente, è lo 0 alla casella dei goal segnati ed anche a quella degli assist forniti ai compagni.

FONTEgoal.com