Il silenzio della nord, la pioggia di gol, il trio delle meraviglie: diamo i numeri di Inter-Verona

L’Inter torna alla vittoria dopo quasi un mese, la vittima è il sorprendente Hellas Verona di Mandorlini. Diamo i numeri della gara, da ZERO a DIECI.

ZERO i cori che si sentono dalla curva Nord nei primi dieci minuti di gioco. Un silenzio di protesta verso le decisioni di Tosel, e verso le richieste della società alla stessa curva. Un silenzio rotto dall’assordante grido che si leva dallo striscione esposto: “Il progetto è chiaro, ci volete come non saremo mai. Così, seduti ed in silenzio”.

UNO il successo dell’Inter senza Campagnaro. L’Inter senza l’argentino in campo non aveva mai vinto. Il neoacquisto esperto della difesa a tre, riesce a dettare i tempi che in sua assenza, Ranocchia e Juan Jesus sembrano non avere. Se non dovesse giocare nemmeno contro l’Atalanta, forse sarebbe il caso di provare a cambiare assetto.

DUE virgola cinque gol a partita. È questa la media gol dell’attacco nerazzurro. Quattro gol al Verona, tre al Torino, e la pioggia di reti contro il Sassuolo contribuiscono a numeri che impressionano. L’unico caso in cui l’attacco dell’Inter non ha segnato, è stato nella partita contro la Roma, ovvero, l’unica sconfitta di questo campionato.

TRE gli uomini chiave di Mazzarri. Bravi tutti, ma il triangolo Nagatomo-Alvarez-Palacio sembra avere una marcia in più. Il giapponese corre come un matto per tutto il tempo, lotta con il fisico – nonostante non sia certo un gigante – e arriva più volte in zona tiro. Ricky Maravilla, finalmente si merita il suo soprannome, dispensa giocate di classe pura. Rodrigo Palacio, in qualche modo mette il piede in tutti i gol segnati al Verona. Regge da solo il peso dell’attacco, quando esce l’Inter scompare. È un patrimonio da preservare.

QUATTRO gol segnati. Nonostante l’intensità della manovra d’attacco nerazzurra con ben nove calci d’angolo a favore, e la meritatissima vittoria con anche due gol annullati per fuorigioco, fa sorridere il fatto che le reti siano arrivate tutte su sponda, deviazione o rimpallo. Sembra che lo schema confusione sia quello più gettonato.

CINQUE minuti di applausi. Sono quelli che meriterebbe Cambiasso. Il vice capitano dell’Inter, fa una partita di grande sacrificio. È il collante tra i reparti, copre la difesa e si fa vedere in attacco. Segna il terzo gol stagionale, niente male per un giocatore dato per pensionabile.

SEI i gol a partita da quando è arrivato Thohir. Il 3-3 contro il Torino, e il 4-2 con il Verona, nelle due partite in cui l’indonesiano è azionista di maggioranza, sono state segnate sei reti. Di certo non si annoia.

SETTE il numero di Ishak Belfodil. Non brilla certo per continuità di rendimento. Gioca poco, è vero, ma nei trenta minuti giocati ieri, si fa notare solo per il testa a testa con Moras che costa l’espulsione ad entrambi.

OTTO il voto a Palacio. Un signor calciatore che si carica sulle spalle il peso di tutto l’attacco dell’Inter. Per lui 6 gol in 9 partite. Indispensabile

NOVE minuti. E Jonathan segna il primo gol di una partita divertente e rocambolesca. Il brasiliano sembra un altro rispetto a quello dello scorso anno. Merito di Mazzarri?

DIECI gli uomini che l’Inter ha mandato in rete. Rolando è il decimo marcatore stagionale, questo a dimostrazione di come alla fase offensiva partecipi tutta la squadra. Aspettiamo il gol del portiere.