Il primo turnover, la maledizione di Trieste. Diamo i numeri di Cagliari-Inter.

Non si va oltre il pareggio sul neutro di Trieste, un risultato che sta stretto all’Inter che ha gestito il gioco fin dall’inizio. Diamo in mumeri della gara, da ZERO a DIECI.

ZERO le vittorie dell’Inter al Nereo Rocco contro il Cagliari. Da quando i sardi giocano a Trieste, i nerazzurri non sono mai riusciti ad imporsi, la storia parla di una sconfitta e due pareggi.

UNO il gol subito dall’Inter in trasferta. Quello di Nainggolan, è il primo gol che i nerazzurri incassano lontano dalle mura amiche in questo campionato. L’ultimo risale al 5 maggio dello scorso anno contro il Napoli di Mazzarri.

DUE le fasce che può coprire Nagatomo. L’ingresso di Pereira costringe il giapponese a spostarsi a destra. Stessa spinta, e stesso ordine nel ripiegamento in difesa. Viaggia con una media di un assist a partita. Ambivalente.

TRE tiri in porta del Cagliari. Handanovic stavolta non fa miracoli, respinge in tuffo un colpo di testa di Pinilla al ventottesimo minuto, e blocca senza affanni una punizione di Conti quattro minuti più tardi. Non può nulla sulla deviazione di Rolando che vale il pareggio del Cagliari.

QUATTRO le novità tra i titolari al fischio d’inizio. Rolando, all’esordio assoluto non demerita, purtroppo la sua partita sarà ricordata per la sfortunata deviazione sul tiro di Nainggolan. Pereira, tanta corsa quanta confusione, è spesso goffo in fase di appoggio. Kovacic è chiaramente il cervello del centrocampo, delle quattro ammonizioni del Cagliari due sono opera sua, brillante nel primo tempo cala un po’ nella ripresa. Belfodil si muove bene su tutto il fronte d’attacco, doppio errore sottomisura nel primo tempo, prestazione dignitosa.

CINQUE i minuti giocati da Milito. Il principe non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, e Mazzarri lo preserva fino alla fine. Troppo tardi per evitare che la carrozza si trasformi in zucca.

SEI il voto ad Alvarez. Dopo cinque prestazioni ad alto livello, gioca una partita normale. Il terreno di gioco non permette certo giocate di suola, e l’argentino viene sostituito da Icardi ad inizio ripresa.

SETTE il voto a Ranocchia. Andrea è sempre più leader della difesa neroazzurra. Stilisticamente perfetto, chiude la porta in faccia ai cagliaritani ad ogni sortita offensiva.

OTTObre il mese che comincia nel segno di Inter-Roma. La sfida quest’anno assume toni ancor più di rilievo, con i capitolini a punteggio pieno e una squadra che sembra non perdere un colpo. Gli impegni successivi saranno con Torino, Hellas Verona e Atalanta.

NOVE al tandem argentino Icardi-Palacio. Il primo entra dalla panchina e segna, come contro la Juventus. Il secondo non segna, ma il suo ingresso fa ingranare la marcia all’Inter, da applausi il gol sfiorato dopo controllo al volo e sombrero a due difensori. Di un’altra categoria.

DIECI Mazzarri in campo. Al tecnico toscano si appuntare di tutto, ma non che non ci metta grinta e cuore. La stessa grinta che trasmette agli uomini che guida. Finisce la gara in maniche di camicia.