Il pitbull Medel non si accontenta: “Inter, terzo posto ed Europa League”

Duro fuori e tenero dentro. Questo il ritratto di Gary Medel, pitbull cileno arrivato all’Inter dopo un Mondiale da protagonista e apprezzato dai tifosi nerazzurri per la sua indole guerriera che si manifesta ovviamente anche sul terreno di gioco.

In una lunga intervista concessa al ‘Corriere dello Sport’ il centrocampista racconta così la nascita del suo particolare soprannome: “Quando facevo parte della nazionale Under 20 del Cile un mio compagno, Rodrigo Alejandro, iniziò a chiamarmi così perché in campo aggredivo qualsiasi avversario che aveva il pallone. Anche i compagni mi chiamano in questo modo, tranne Obi che per scherzare mi chiama Chihuahua”.

Quindi Medel torna sull’infanzia difficile vissuta in Cile: “La mia era una famiglia povera ed eravamo 4 fratelli. Diciamo che i miei genitori hanno fatto di tutto per crescerci bene. Il barrio Conchalì era un po’ pericoloso e di pistole in giro ce n’erano diverse. Anche tra le persone che sono cresciute con me. Io ho iniziato a giocare a 5 anni, nel club del mio barrio. A scuola ero un po’… loco e non mi piaceva molto”.

Il pitbull nerazzurro non è però del tutto soddisfatto dei suoi primi mesi in Italia: “Potevo dare di più io e poteva dare di più la squadra. Il terzo posto però è possibile. Possiamo farcela, ma dobbiamo migliorare, vincere qualche partita di fila. Abbiamo tanti grandi giocatori e io credo in questa squadra. Dobbiamo lavorare bene e tutti uniti. Dipende da noi”.

Medel ha parole al miele per l’ex tecnico Mazzarri: “Personalmente con lui mi sono trovato bene perché è un grande tecnico, uno che lavora molto bene. I risultati purtroppo non sono arrivati e nel calcio in situazioni del genere paga sempre l’allenatore. Mancini ha una mentalità vincente. Lui vuole pressione alta e predilige il calcio offensivo, come facciamo noi in nazionale. E’ un grande tecnico”.

Gli obiettivi stagionali dell’Inter sono chiari: “Vogliamo arrivare vicini ai primi posti in classifica e vincere l’Europa League. La Serie A è campionato molto competitivo e tutte le avversarie sono toste. Da voi non ci sono partite dall’esito scontato neppure quando una squadra importante sfida una nelle ultime in classifica. In Inghilterra il gioco è più fisico e ci sono molti lanci lunghi. In Spagna c’è meno equilibrio rispetto all’Italia. Tra i miei compagni mi ha impressionato Kovacic, può fare la differenza”.

Non poteva ovviamente mancare una battuta sul Derby d’Italia in programma proprio alla ripresa del campionato: “Segnando alla Juventus e soprattutto battendola mi farei un bel regalo. I bianconeri hanno molti giocatori di grande livello e la classifica lo dimostra. Per me vinceranno il campionato anche quest’anno nonostante la Roma sia un’avversaria importante.

Vidal non l’ho sentito. Magari glielo accenno al suo matrimonio… Arturo ha avuto un problema a un ginocchio che lo ha condizionato nel finale della scorsa stagione, al Mondiale e durante la preparazione. Sta forzando per essere al 100% e migliorerà molto. Non mi sembra però che stia facendo male, anzi… “.

Infine Medel rivela un gustoso retroscena: “Quando ho saputo che l’Inter mi voleva non ho avuto dubbi perché è un club grandissimo che in Cile ha tanti tifosi. Nella sua storia l’Inter ha avuto tanti grandi calciatori tra i quali il mio connazionale Zamorano. Ivan mi ha detto che se fossi andato all’Inter, non avrei sbagliato. Aveva ragione”.

 

FONTEgoal.com