Il padre di Imbula: “Inter da vomito, gli intermediari…”

Arrivano dalla Francia pesanti accuse nei confronti dell’Inter a firma Willy Ndangi, il padre di Giannelli Imbula, il giocatore dell’Olympique Marsiglia passato nei giorni scorsi al Porto. Ai microfoni del Journal du Dimanche, Ndangi ha voluto dire la sua sul mancato passaggio in nerazzurro del ragazzo: “Io ero molto interessato al suo passaggio all’Inter, un grande club con un progetto ambizioso. Ma abbiamo aspettato invano che Roberto Mancini parlasse con Giannelli, ma per quattro giorni non abbiamo avuto alcun segnale di vita da parte dei nerazzurri. Il loro sistema mi fa vomitare, si sono svegliati solo quando hanno sentito che c’era il Porto su di lui. E i loro intermediari mi hanno anche mandato messaggi con minacce”.

Ndangi ha anche approfittato per spiegare che suo figlio “non ha alcun tipo di legame con Doyen Sports. Ha solo un contratto con il Porto, rimane padrone del suo destino. Né io, né lui, né il nostro avvocato hanno dato la minima somma a Doyen, è chiaro come l’acqua di sorgente. Dicono che ho ricevuto una commissione da due milioni di euro, ne sarei stato felice ma non è così. La commissione, che varia dal 5 all’8% dell’ingaggio annuale del giocatore, si calcola in base a come ha giocato negli anni e sarà versata a febbraio o dicembre in base al rendimento”. L’agente ha anche svelato: “Il presidente dell’Olympique Marsiglia Vincent Labrune mi ha rivelato che mai aveva ricevuto tante offerte per un giocatore. Prima del Porto c’era almeno una dozzina di squadre, ci sono stati contatti con Tottenham e West Ham. Ma Giannelli voleva un club dove giocare la Champions League, per potersi giocare le sue carte con la Nazionale di Didier Deschamps“.