Il “miracolo” di Mancini, lo scudetto senza bomber

Secondo posto, vista sullo scudetto, rabbia napoletana, squadra muscolare, la litania del brutto gioco, attaccanti senza la luce del gol e quant’altro. Nel mondo-Inter manciniano c’è di tutto e di più. E c’è, sopra a tutto e tutti, questa clamorosa “assenza” degli attaccanti dal loro ruolo per definizione: dei goleador.
Dietro ogni nome, c’è una crisi. Maurito Icardi, irriconoscibile per come si muove e cosa realizza; Jovetic, ha cominciato alla grande (3 gol in 2 partite) poi si spenta la luce; Perisic, ma quant’era forte al Wolfsburg?; Ljajic, solo adesso è riemerso dal suo anonimato; Palacio, un caso che si trascina da un anno e mezzo, oramai siamo al capolinea; Manaj, nessuno si aspettava qualcosa.
Il bilancio di 6 attaccanti che in 14 partite hanno segnato 10 gol è la cruda espressione numerica. Che poi si voglia dare la colpa di tutto ciò a chi comanda (Mancini), prendendo a pretesto gioco e fantasia, può essere. Ma non è così. E’  che la realtà interista misura i problemi personali, familiari, di ambientamento e di logorio (anche di gioventù) del suo parco attaccanti ed è quasi un miracolo (di Mancini) che la squadra esprima una classifica così alta, partendo da una efficacia-bomber da bassa classifica.

IL RENDIMENTO

Ed ecco la tabella degli attaccanti nerazzurri
ICARDI  – 4 gol in 909 minuti, media 1 gol ogni 226′
JOVETIC – 3 gol in 673 minuti, media 1 gol ogni 254′
PERISIC – 2 gol in 867 minuti, media 1 gol ogni 434′
LJAJIC – 1 gol in 444 minuti, media 1 gol ogni 444′
PALACIO – 0 gol in 486 minuti, media 0