Il migliore acquisto

Nella partita di giovedì è avvenuto qualcosa di importante, ossia la consacrazione di un giocatore che fino ad oggi non aveva ancora espresso le sue rilevanti qualità, quasi a volerle nascondere. Si era presentato in tribuna – arrivò con un problema al polpaccio – nascosto dal cappuccio grigio della giacca. Guradingo e poco appariscente. Ieri ha deciso che era arrivato il momento buono per mostrarsi appieno, nella fase di interdizione, nella gestione delle ripartenze, nel contropiede e nel buttar la palla in rete. Cose che di solito non basta un giocatore perché siano fatto a dovere, ma la sua forza gliele permette unitamente a un discreto stile e una fluidità piacevole all’occhio. Entrato nel secondo tempo ha cambiato la partita, facendo dimenticare agli spettatori che l’Inter stava giocando con un uomo in meno per via dell’espulsione di Castellazzi.
Prendetevi qualche riga per indovinare di chi si parla.
Un pareggio, quello contro i rumeni del Vaslui, arrivato alla vigilia della chiusura del mercato, e che ha dato buone sensazioni in generale sul gruppo, da più parti definito unito e che effettivamente compatto è apparso anche in campo. Archiviate le partenze, importanti e anche commoventi, di Julio Cesar e Maicon, a cui la riconoscenza è dovuta più di un ingaggio oneroso, possiamo fare un veloce punto della situazione a contrattazioni finite.
Degli uomini devono ancora inserirsi alla perfezione: Silvestre e Juan Jesus. Alcuni giocatori sembrano aver acquistato anche una certa sicumera, come Jonathan che non pare più un oggetto misterioso e Couthino che tanto leggero poi non è. Altri promettono scintille: Cassano e Mudingayi. Alcuni così vecchi poi non sono: Cambiasso. Alcuni non hanno età: Zanetti.
Ma uno, dicevamo, merita una nota di merito: esatto, Guarin. Potremmo anche spacciarlo come migliore acquisto del mercato appena chiuso, forse non tutti si ricordano che è arrivato la scorsa stagione.

ilDani