Il mercato langue, primi mugugni dei tifosi contro Thohir

Danilo D’Ambrosio: a tutt’oggi è questo il più probabile colpo di mercato dell’Inter nella sessione di gennaio. Senza sottostimare le qualità del laterale del Torino, il dato è esemplificativo delle difficoltà che sta avendo il club nerazzurro nei primi tempi della gestione del nuovo proprietario e presidente Erick Thohir.

Accolto come l’uomo del rilancio in grande stile dopo i risparmi dell’ultimo periodo di Massimo Moratti, i tifosi della Beneamata stanno ora mugugnando di fronte all'”oculatezza” con cui il magnate indonesiano sta gestendo il periodo di transizione.

Così sei fan dell’Inter sognano Daniel Pablo Osvaldo o Javier Pastore come rinforzi invernali, dalla sede di Corso Vittorio Emanuele continuano invece a partire segnali chiari e precisi: non si compra – almeno a titolo definitivo – nessun top player se prima non se ne vende uno “sacrificabile” a detta di Walter Mazzarri, leggasi Andrea Ranocchia o Fredy Guarin.

Resta così il dubbio, decisamente fondato, che al di là degli errori arbitrali che ne hanno condizionato finora il cammino in campionato, questa Inter difficilmente possa competere con Juventus, Roma e Napoli, candidate ad occupare i tre posti riservati all’Italia nella prossima Champions League. I bianconeri sembrano lanciati verso il terzo Scudetto di fila e giallorossi e partenopei, già staccati dai nerazzurri, sono pronti a fare nuovi investimenti nel mercato di gennaio.

Non a caso, la discrepanza tra sogno e realtà è dettata dagli incontrovertibili dati di bilancio: nella gestione 2012-2013 il passivo è stato di ben 81 milioni di euro, visto che nonostante i tagli e le cessioni, l’Inter continua a fatturare cento milioni in meno rispetto a Juventue e Milan e per il prossimo giugno il deficit dovrebbe essere intorno ai 60-65 milioni.

Se a questi numerio aggiungiamo che nei prossimi due anni la cordata indonesiana dovrà pagare a Massimo Moratti i debiti accumulati per circa 180 mlioni, si capisce benissimo come Marco Branca, Piero Ausilio e Walter Mazzarri si trovino a fare le classiche “nozze con i fichi secchi”, anche perchè un tetto di 2.5 milioni come ingaggio massimo per i nuovi arrivi preclude a priori anche diverse operazioni per possibili ottimi giocatori liberi a parametro zero a giugno.

Del resto, dietro le battute sul sogno Leo Messi, Thohir era stato chiaro: ci vorrano almeno un paio di anni di vacche magre per sistemare i conti e nel frattempo ci si dovrà affidare al modello Arsenal, leggasi squadra fatta soprattutto di giovani talenti. Paragone che è però ormai datato, visto che grazie anche al nuovo stadio di proprietà i Gunners hanno chiuso il 2013 con un fatturato da 287 milioni e 7 milioni di profitti. Non proprio i numeri che circolano in Corso Vittorio Emanuele: e i tifosi cominciano a mugugnare.

Fonte: virgilio.it