Il giorno epocale è anche un giorno triste

Diverso, molto diverso, l’arrivo di Erick Thohir al timone dell’Inter rispetto a quanto lo era stato quello di Massimo Moratti, azionista di maggioranza uscente in questo momento. 18 anni fa tutto il popolo interista era unito ed entusiasta nell’accogliere il cambio al vertice della società, sicuro che il nuovo patron avrebbe rilanciato il club nel calcio italiano ed europeo. Oggi la tifoseria e per la stragrande maggioranza triste e dubbiosa, lasciare un uomo, prima ancora che un presidente, come Moratti è dura, i 17 trofei vinti che fanno di lui il più vincente presidente della storia nerazzurra o citare i campioni portati a giocare per la sua squadra, da Ronaldo, il più grande, a Milito, il più importante, forse bastano per far capire cosa il popolo interista stia provando in questo momento, o forse no. Nei suoi primi anni, quando gli altri vincevano, in maniera poco limpida come poi si è dimostrato in seguito, la voglia di mollare c’ è stata ma l’amore verso quei colori inculcatagli dal padre è stata più forte, come le figure che l’anno accompagnato nel suo percorso e che mai gli han fatto mancare l’appoggio, quella di Facchetti su tutte. Poi arrivò la svolta, prima con Mancini in panchina, ed Ibrahimovic in capo e successivamente con Mourinho e Milito, furono gli anni in cui l’Inter collezionò scudetti in fila a cui si aggiunse quella Champions League del 22 maggio 2012, punto più alto della sua presidenza. Arriviamo ad oggi, quando in una mattina come tante altre in sede si è giunti alla svolta epocale, quella penna sollevata per firmare i documenti che attestano la cessione del 70% all’indonesiano Thohir dev’essere stata pesante quanto un macigno, non è ancora chiaro se Moratti resterà per qualche tempo ancora presidente, quello che è certo e che lui continuerà a star lì su quel seggiolino in tribuna a San Siro, come un tifoso qualsiasi, aspetto in cui ci si è sempre riconosciuto a dispetto del suo ruolo. Un Inter come quella di Moratti non ci sarà più, a Thohir il compito di costruirne altre altrettanto belle in maniera diversa.

Fonte: europacalcio.it