Il dilemma Sneijder

Resta rosso il bilancio dell’Inter: a fine mese comparirà il numero 80 milioni col segno meno davanti. Ma dall’anno prossimo il passivo dovrebbe scendere alla metà circa, grazie al taglio netto dato agli stipendi e alla politica di fair play finanziario. La mancata qualificazione in Champions League ha sicuramente complicato il lavoro di risistemazione delle casse aziendali. Ovvio quindi che si prosegua sulla linea del low cost. Di conseguenza ci si interroga sul destino del giocatore più pagato della rosa: Wesley Sneijder. L’attuale paradosso è che in questa stagione la squadra ha fatto meglio quando l’olandese è rimasto a twittare sugli spalti. Per di più negli ultimi due anni non si è più visto il giocatore che ha trascinato l’Inter al triplete e gli arancioni alla finale mondiale in Sudafrica. Infortuni, nervosismo, scarsa condizione hanno fatto precipitare il suo rendimento al pari della squadra post 2010. Ecco perché, oltre che per i motivi economici, sono in molti a pensare che prima o poi venga sacrificato dall’Inter. Eppure ci sono statistiche che dovrebbero far riflettere: seppur con meno presenze di altri giocatori del campionato, l’ex di Ajax e Real Madrid è tra quelli che vantano il maggior numero di conclusione verso la porta avversaria e la più alta media di passaggi riusciti, per di più in una zona di campo dove è certamente più difficile che le palle dirette ai compagni vadano a buon fine. Inoltre Sneidjer non è certo un campione al capolinea, anzi: a 28 anni ha ancora molto da dare. Se con la maglia nerazzurra o con altri colori lo si deciderà la prossima estate.

Fonte: tuttomercatoweb.com