Il derby delle valigie in mano: 5 i protagonisti ora destinati a salutare

Roberto Mancini lo aveva preannunciato nell’immediato dopo gara contro la Juventus. Al Trofeo Berlusconi avrebbe lasciato a riposo i ‘titolari’, o quanto meno coloro che erano scesi in campo contro i bianconeri, per dare spazio a chi solitamente ne ha meno. Il tecnico jesino è stato di parola e dopo il derby ha voluto sottolineare come le sue scelte non significassero snobbarlo, ma fossero dettate da necessità prioritarie come, innanzitutto, la trasferta di sabato a Palermo. Ecco perciò che il contachilometri di molte seconde linee è salito in modo significativo, con l’intento di mettersi in mostra e agli occhi di Mancio e a quelli di potenziali acquirenti per il mese di gennaio. Nello specifico, degli undici giocatori in maglia gialla che hanno iniziato la stracittadina sono cinque quelli che tra poco più di due mesi potrebbero cambiare aria. E al di là di Gnoukouri, era praticamente tutto il pacchetto arretrato davanti a Carrizo.

Il caso più spinoso riguarda Andrea Ranocchia, ormai ex capitano e crollato nella gerarchia del reparto difensivo fino a diventare alternativa a un centrocampista adattato (Medel). Che il numero 23 voglia cambiare aria, nonostante l’attaccamento ai colori nerazzurri, è evidente. Solo spiccioli di gara in campionato finora per lui, pochi per chi vorrebbe far parte della spedizione azzurra a Euro 2016 in Francia. Ed ecco che le possibilità di vederlo partire sono elevatissime, così come alte sono quelle di vederlo saltare (nessun gioco di parole con il suo nome) sull’altra sponda del Naviglio. Non sarebbe la prima volta, dopotutto, che i due club trovano accordi di questo genere e nella difesa di Mihajlovic un posto per Ranocchia ci sarebbe, eccome. Nulla di concreto per ora, ma gli abboccamenti ci sono già stati e, considerando la prestazione molto positiva al ‘Berlusconi’ del classe ’88 di Batia Umbra, sarebbe un peccato vederlo con la maglia della rivale cittadina.

Al fianco di Ranocchia ha giocato Danilo D’Ambrosio, anche lui in predicato di partire a gennaio per lo stesso motivo del connazionale. Poco spazio e ruolo da comprimario per chi a Milano è arrivato convinto di poter conquistare la Nazionale sono motivi più che validi per valutare alternative. Stasera ha persino agito in un ruolo non suo a conferma dell’abbondanza di concorrenza nel reparto terzini. Le offerte in estate abbondavano ma non al punto di convincerlo, possibile che a gennaio la decisione di levare le tende sia già maturata.

Restando in tema di terzini, anche Yuto Nagatomo si trova in quel limbo che lo vede a metà tra la permanenza all’Inter e l’addio. Il suo contratto scadrà a giugno 2016 e non verrà probabilmente rinnovato, sta a lui decidere se precorrere i tempi e guadagnare minutaggio con un’altra squadra oppure attendere la fine della stagione e salutare dopo mesi trascorsi a guardare i compagni scendere in campo. Dal punto di vista finanziario, per l’Inter cambierebbe poco perché l’idea di incassare cifre importanti dalla cessione del nipponico non viene più neanche presa in considerazione.

Diverso invece il discorso per Martin Montoya, che come Nagatomo si è disimpegnato discretamente contro il Milan. Per lo spagnolo finora solo impieghi in amichevole e neanche un minuto in gare ufficiali, quanto basta per storcere il naso di fronte a spiegazioni che hanno a che fare con l’ambientamento a una realtà diversa. La sensazione, a prescindere dalle dichiarazioni dell’entourage, è che l’ex Barcellona non venga considerato un giocatore importante per questa Inter e che, se possibile, a gennaio verrà restituito ai blaugrana. Improbabile, di questo passo, che raggiunga il 33% di presenze stabilito per il riscatto automatico del cartellino, inutile con queste premesse fargli sprecare altri 6 mesi.

Infine, il caso più soft del mercato in uscita: Assane Gnoukouri. L’ivoriano, che ha fatto bene al fianco di Kondogbia nel derby, dopo l’arrivo di Felipe Melo ha visto ridursi al lumicino le speranze di ritagliarsi uno spazio in questa squadra e per il suo bene Ausilio gli troverà una nuova destinazione dove maturare in fretta giocando e non guardando gli altri scendere in campo. Nessun problema da questo punto di vista, la società lo considera un patrimonio e come tale lo maneggerà con cura.