Il caso Vidic esiste

Ci sono casi che scoppiano fragorosamente, altri che non fanno rumore. E il caso Vidic appartiene a questa seconda categoria: stiamo parlando di un campione reduce da otto splendidi anni allo United, di cui gli ultimi 4 con tanto di fascia da capitano al braccio. Arrivato in estate all’Inter come fiore all’occhiello del mercato e con la promessa di giocare in una squadra forte e ridisegnata sulla difesa a 4, quella a lui più congeniale.

Con Mazzarri si era dovuto però adattare al 3-5-2 e dopo il buon avvio nelle tournee americana (gol contro la Roma), con l’inizio del campionato erano venuti a galla – non senza qualche sua clamorosa gaffe (vedi Palermo) – quei problemi evidenti che avrebbero portato poi all’esonero del tecnico. Con l’avvento di Mancini, Vidic sperava di ritornare ad essere al centro del progetto Inter, di confermarsi con il modulo a 4 quel giocatore sul quale la società aveva investito parecchio: un triennale a 3 milioni e 700 a stagione.

Invece Mancini – spiegando che chi arriva dal calcio inglese patirebbe quello italiano – lo ha subito relegato in panchina, preferendogli il tandem Ranocchia-Jesus. Una decisione ovviamente indiscutibile dal punto di vista tecnico, che però secondo radio-spogliatoio sarebbe anche figlia dell’inesistente feeling tra i due. A conferma di questa tesi è arrivata l’umiliazione che Vidic ha dovuto patire a Marrakech, dove nell’amichevole col PSG gli è stato preferito inizialmente Andreolli in coppia con Ranocchia, nonostante Jesus fosse stato defilato a sinistra, mentre lui è stato inserito nella ripresa nella squadra baby. Il caso esiste: la società si augura che possa rientrare per non disperdere un patrimonio sia tecnico che economico.

FONTESport Mediaset