Icardi nel paese dei balocchi

Derby Milan-Inter 1-2 | 11 marzo 2007
Derby Milan-Inter 1-2 | 11 marzo 2007

“È una vera cuccagna” come diceva Lucignolo nel libro di Collodi. È una vera cuccagna, ma dipende da che parte stai. Non si sa bene, quale sia la parte giusta o quella sbagliata, ma fatto sta, che in alcuni casi episodi più o meno simili vengono giudicati con metri completamente diversi.

C’è chi dopo un gol in un derby caldissimo può permettersi di rivolgersi ai tifosi avversari con un pollice verso, o mostrare una maglia con su scritto “vi ho purgato ancora”, chi in un altro derby dopo essere passato da una parte all’altra del naviglio celebra il gol portando le due mani dietro le orecchie; e poi c’è Mauro Icardi. Che a 21 anni, torna a giocare nella città che lo ha lanciato in serie A, e fin dall’inizio della partita è bersagliato da fischi e insulti da parte di tutto lo stadio.

Fa il suo mestiere Icardi, segna un gol da centravanti esperto, da attaccante maturo, si sposta di qualche metro dalla porta e porta una mano all’orecchio dicendo: “Urlate più forte, non riesco a sentirvi”. Ed ecco qui che viene fuori, l’anima moralista e bigotta di questo paese, il paese dove gli allenatori vendono le partite, i calciatori della panchina fanno cambiare le decisioni agli assistenti dell’arbitro, dove i portieri versano centinaia di migliaia di euro in una tabaccheria dove pare si facessero scommesse, gli attaccanti giocano a fare i boss fingendo di spacciare droga a Scampia; Mauro Icardi – che è colpevole di avere una relazione con la ex moglie di un altro calciatore – suscita per quel gesto le ire degli addetti del settore e anche di qualcuno che con il calcio non c’entra proprio niente.

Addirittura Gianfranco Teotino  dichiara: “…una società seria, lo multa o lo mette fuori rosa”. Cari paladini della giustizia ad personam, e del codice etico alla Prandelli, non vi pare che si scada nel ridicolo? Se rispondete di no, guardatevi allo specchio, magari vi si allunga il naso.