Icardi, 4 palloni e 3 gol. Una “ferita” da ricucire

Due parole, “Forza Inter”. Un tweet notturno, il volto sorridente, la maglia (gialla, quella di Bologna) dell’Inter e un sospiro lungo dieci partite di campionato e quella parola (crisi) che lo ha scortato, amareggiandolo. Mauro Icardi non consuma rivincite, ma l’orgoglio è quello che deve essere e le sue parole del dopo-partita fanno (ancora) rumore: “In dieci gare ho avuto quattro palloni per fare gol e ne ho segnati tre. Buona media”.
Vero. Buona media. E da decifrare come una critica verso la squadra e l’allenatore. O come un semplice calcolo numerico per far tacere le voci di crisi (sua, soprattutto) che si sono sentiti. Icardi che gioca poco per la squadra, Icardi che non segna, Icardi che sta là davanti ad aspettare, Icardi messo in dubbio (forse non gioca) da Mancini prima di Bologna-Inter. Ci stava tutto, per capire come mai l’Inter avesse smesso di vincere e Maurito di segnare.
C’è un po’ tutto nello sfogo del centravanti, sfogo alla sua maniera, dai toni sempre misurati, mai sopra le righe per arrivare al fracasso. E comunque parole sulle quali meditare, dando anche a lui le “colpe” del momento difficile dell’Inter non in assoluto in ma in tema di gol fatti: 10 reti in 10 partite, 5 delle quali vinte 1-0.
Ora, riavrà al suo fianco Jovetic: croce e delizia. Mancini dice che i due devono imparare a convivere, a cercarsi, a fare -come si dice- coppia. Perché forse Jo-Jo oscura Icardi, o anche viceversa. E comunque la squadra per aprirsi strade in zona-gol, migliorare il gioco, visto che l’equilibrio di gruppo è un dato assodato, deve avere -appunto- il supporto di quei due là davanti. Al di là di quel che ha detto Icardi reclamando palloni giocabili: è un suo diritto, così come è un suo dovere migliorarsi.