Ibra su Mancio: “Un fighetto col fazzoletto nel taschino”. Ora si sono sentiti e…

Un fighetto con il fazzolettino nel taschino. Questa è la descrizione che Ibra ha fatto di Mancini nella sua autobiografia. L’ha ripescata SportMediaset in un servizio del tg per raccontare l’idea – si dice sia vero – che è spuntata nella testa dei dirigenti nerazzurri: riportare lo svedese nella Milano interista.

“Non è un mistero che Zlatan, nei suoi giorni all’Inter – viene spiegato – preferì Mourinho che era spigoloso e diretto, ma pronto a proteggere il suo pupillo anche durante la fase acuta del mal di pancia quando chiese ai tifosi di capirlo e pazientare. L’ultima partita di Ibra con Mancini iniziò dalla panchina. A Parma l’Inter stava rischiando di perdere lo scudetto, 18 maggio 2008, per sbloccare la gara il tecnico chiese all’attaccante, fuori da due mesi per noie al ginocchio, l’ultimo sforzo. Doppietta. E scudetto. Il loro rapporto si era già detoriato. Gli aveva dato tanta fiducia appena arrivato dalla Juve, era stato sempre dominante in campionato, ma poco incisivo in Champions e proprio dopo una gara europea, dopo l’eliminazione con il Liverpool, successe il fattaccio. Mancini annunciò l’addio a fine anno e Ibra disse che il gruppo si sentiva tradito e che aveva esaurito la stima nei suoi confronti. Strade separate, poi vinse con Mou il terzo scudetto nerazzurro e il titolo di capocannoniere con un gol di tacco al Meazza. E’ la sua ultima immagine da interista. Almeno fino ad ora. Un mese fa l’incontro con Mancini per chiarirsi e magari dirsi a presto“.