I partenti, i confermati e le posizioni in dubbio: la rivoluzione di Mancini è già iniziata. Il futuro in percentuali

Un’altra stagione negativa da consegnare alla storia sta per concludersi, con il 2015-2016 che si presenta, già ad aprile, come l’ennesima occasione per la ripartenza. Anzi, per la rivoluzione. Il pareggio per 1-1 contro il Parma nello scorso turno di campionato è stato, probabilmente, il punto più basso di questo campionato, forse al pari della gara d’andata, quando l’allora squadra di Walter Mazzarri capitolò al ‘Tardini’ per 2-0.

Nel post-match il tecnico nerazzurro Roberto Mancini è stato chiarissimo: “L’anno prossimo? A volte servono delle rivoluzioni per cambiare le cose“. Parole chiare, nette e che non lasciano spazio a interpretazioni. Nonostante ci siano ancora 9 gare giocare, la domanda sorge spontanea: chi dirà addio all’Inter al termine del campionato e come muterà la rosa che il coach jesino avrà a disposizione per la prossima annata? FcInterNews analizza, reparto per reparto, ogni singolo elemento della rosa attuale.

I partenti, i confermati e le posizioni in dubbio: la rivoluzione del Mancio è già iniziata. Il futuro raccontato in percentuali.

ALLENATORE

ROBERTO MANCINI (Italia, 1964) – La società ha deciso di affidarsi all’uomo che circa 10 anni fa trionfò proprio nella Milano nerazzurra. Dopo le difficoltà con Mazzarri e il conseguente esonero, Thohir lo sceglie come l’uomo della rinascita. Il 14 novembre 2014 parte, così, la seconda avventura del Mancio nerazzurro. Nonostante l’entusiasmo e l’euforia che il suo ritorno genera, non si sono placati i rumors circa una clausola che permetterebbe al tecnico marchigiano di liberarsi entro la prima metà di luglio del 2015 in caso di vedute differenti su mercato e prospettive con il club. Tale eventualità, però, non esisterebbe. Come lo stesso tecnico ha fatto chiaramente capire a più riprese, la nuova stagione ripartirà, soprattutto, da lui. Permanenza: 100%

PORTIERI

1. SAMIR HANDANOVIC (Slovenia, 1984) – Futuro ancora da rebus per il portiere di Lubiana. Le prossime settimane saranno decisive per capire se, nella prossima stagione, la porta nerazzura parlerà ancora sloveno. Con il contratto in scadenza il 30 giugno 2016, la società potrebbe decidere di cederlo la prossima estate, con l’obiettivo di ottimizzarne al massimo la partenza per poi andare con decisione su un elemento low cost. ‘Peso’ importante, ovviamente, lo avrà anche la volontà del giocatore. In caso di addio, la soluzione più probabile sembra essere quella di Petr Cech. Permanenza: 50%

30. JUAN PABLO CARRIZO (Argentina, 1984) – Come per il collega, non c’è certezza circa il suo futuro in maglia nerazzurra. Il contratto scadrà al termine della stagione in corso, e non è da escludere che la società possa proporre un rinnovo per un ulteriore anno. Allo stesso tempo, però, non va trascurato il fatto che le competizioni a cui la squadra dovrà far fronte nella prossima stagione saranno, con molta probabilità, solamente due. In questo modo lo spazio per l’ex River Plate e Lazio lo spazio sarebbe, giocoforza, notevolmente ridotto. Giusto sottolineare che il diretto interessato è ben voluto dallo spogliatoio, quindi la bilancia sembra pendere maggiormente dalla parte… nerazzurra. Permanenza: 70%

46. TOMMASO BERNI (Italia, 1983) – Scelta coraggiosa, considerando l’età, quella di vestire i guantoni da ‘terzo’, nonostante il blasone di un club come l’Inter. Lui, canterano nerazzurro, rimarrà con ogni probabilità anche nella stagione 2015-2016. Permanenza: 90%

DIFENSORI

2. JONATHAN (Brasile, 1986) – Stagione maledetta quella vissuta dall’esterno di Conselheiro Lafaiete, assente dai campi dallo scorso settembre, quando l’allora squadra di Walter Mazzarri ebbe la meglio sull’Atalanta. I tantissimi problemi fisici, sommati a un contratto in scadenza il prossimo giugno, sembrano estrometterlo dall’Inter del futuro. Quasi certamente l’ex Parma saluterà al termine del campionato. Permanenza: 1%

5. JUAN JESUS (Brasile, 1991) – Certezza non totale di vedere il suo 5 ancora a tinte nerazzurre. Nonostante l’amore verso questi colori e un profondo attaccamento alla maglia, non è utopia pensare a un JJ lontano da Milano. Senza gli introiti derivanti dalle coppe europee e con il FFP, la società non può permettersi di non prendere in considerazione eventuali offerte per gli elementi che garantirebbero una certa entrata. E in questa lista il nome del centrale di Belo Horizonte è presente. Il club parte da una richiesta di 10 milioni di euro, da vedere come risponderanno i possibili acquirenti. Permanenza: 75%

6. MARCO ANDREOLLI (Italia, 1986) – Rendimento assicurato per chi a Milano è diventato un ‘panchinaro titolare’. Un appellativo sicuramente immeritato per un giocatore sprecato per vedere il campo solo di rado, considerando che le sue prove sono spesso molto convincenti. Per trovare maggior spazio (meriterebbe una maglia da titolare) il canterano nerazzurro dovrebbe dire addio ad Appiano Gentile. Permanenza: 40%

14. HUGO CAMPAGNARO (Argentina, 1980) – In scadenza di contratto, difficilmente l’ex fedelissimo di Mazzarri farà parte del nuovo corso nerazzurro. Nonostante Roberto Mancini gli abbia concesso numerose occasioni riponendo in lui molta fiducia, il suo contratto non dovrebbe essere rinnovato. Lo svincolo a fine stagione sembra essere la soluzione più probabile. Permanenza: 1%

15. NEMANJA VIDIC (Serbia, 1981) – Uno dei rammarichi più grandi della stagione, senza dubbio. Complici le difficoltà, soprattutto tattiche, di inizio stagione e qualche problema di troppo con Mancini, l’ex Manchester United non ha reso secondo le aspettative. Un grande peccato, perché resta comunque il miglior interprete del pacchetto arretrato nerazzurro. Il suo contratto scadrà nel giugno del 2017, ma la separazione al termine del campionato sembra sempre più vicina. Permanenza: 30%

21. DAVIDE SANTON (Italia, 1991) – Qualche anno fa salutò Milano da Bambino, a gennaio è tornato da ‘adulto’. Il canterano nerazzurro, prestazioni alla mano, è stata una grande intuizione di mercato riuscendo non solo a conquistare la maglia da titolare, ma anche a consacrarsi come uno dei migliori terzini del campionato. Mancini fa affidamento su di lui, oggi come domani. Permanenza: 100%

22. PIRES DODO’ (Brasile, 1992) – La grande sorpresa di inizio stagione, soprattutto in fase di preseason, è andata via via scomparendo, con un’annata che si è conclusa anzitempo per via dell’infortunio al ginocchio sinistro ( meniscectomia mediale e revisione del legamento crociato). Arrivato dalla Roma praticamente a titolo definitivo con pagamento dilazionato a partire dal 2016, considerando che il riscatto sarebbe obbligatoriamente scattato alla prima presenza ufficiale, la scelta più logica dovrebbe portare a una sua conferma. In un ruolo particolarmente delicato – nel mercato attuale non c’è grande abbondanza di talenti -, l’età è dalla sua parte. Permanenza: 80%

23. ANDREA RANOCCHIA (Italia, 1988) – Stagione molto ‘chiacchierata’ quella del centrale di Assisi. Diventato capitano dopo la grande ‘telenovela’ di inizio stagione, è stato anche per questo al centro di tante critiche. Il rinnovo del contratto (scadenza attuale 2015) è ufficiosamente cosa fatta, come hanno fatto capire in numerose circostanze lo stesso 23 azzurro e la società, ma con la rivoluzione che, verosimilmente, toccherà soprattutto il reparto arretrato, la sua maglia da titolare potrebbe non essere più così al sicuro. Tuttavia sarà uno degli elementi con maggior ‘esperienza nerazzurra’. Permanenza: 95%

26. FELIPE DAL BELO (Brasile, 1984) – Alla prima gara da titolare ha risposto ‘presente’, proprio contro la sua ex squadra. Arrivato dal Parma da svincolato, la sua maglia dipendeva dall’eventuale accesso agli ottavi di finale di Europa League. Per (anche) sua fortuna l’Inter ha superato il Celtic Glasgow, salvo poi farsi ‘risucchiare’ dal Wolfsburg. Le possibilità di vederlo alla ‘Pinetina’ anche nel prossimo anno sono molto basse. Permanenza: 5%

33. DANILO D’AMBROSIO (Italia, 1988) – Nonostante qualche rumors che nelle ultime settimane ha messo in dubbio la sua 33 per la prossima stagione, l’ex Torino rimarrà a Milano. A rafforzare questa tesi c’è la volontà delle parti di rinnovare un contratto, comunque, ancora lungo. Il futuro del giocatore si chiama Inter. Permanenza: 100%

54. ISAAC DONKOR (Ghana, 1995) – Il leader della Primavera di Stefano Vecchi ha esordito in Prima Squadra, collezionando minuti molto importanti. La carta d’identità lo esclude da un ulteriore anno con i baby, ma senza impegni europei difficilmente rimarrà nella rosa dei ‘grandi’. Più probabile, oltre che logico, un’esperienza in prestito lontano da Appiano Gentile. Permanenza: 10%

55. YUTO NAGATOMO (Giappone, 1986) – Discorso simile a quello di Handanovic. Il contratto scadrà nel 2016, ma non essendo un intoccabile del Mancio la società potrebbe prendere seriamente in considerazione l’eventualità della cessione. Per acquistare l’esterno di Ehime 8-9 milioni di euro potrebbero bastare. Permanenza: 60%

93. FEDERICO DIMARCO (Italia, 1997) – In panchina nell’ultima gara contro il Parma, il giovanissimo di Milano potrebbe rimanere un altro anno in Primavera. Permanenza: 80%

CENTROCAMPISTI

10. MATEO KOVACIC (Croazia, 1994) – Il rinnovo del contratto e le recenti dichiarazioni del suo agente Nikky Vuksan sembrano metterlo al riparo da eventuali sacrifici. Ma, insieme a Mauro Icardi, il baby di Linz è l’unico elemento che porterebbe una certa liquidità nelle casse nerazzurre. La società farà di tutto per non cederlo, ma l’attuale calcio italiano non può permettersi di non ascoltare eventuali proposte estere. Nel caso, questo è sicuro, ci sarebbe la fila fuori dai cancelli dell”Angelo Moratti’. Permanenza: 85%

13. GUARIN FREDY (Colombia, 1986) – È rimasto a Milano a seguito di momenti molto negativi, sarebbe strano ipotizzare un suo addio proprio ora con Mancini. Intoccabile per il coach di Jesi, l’ex Porto di Puerto Boyacá ha dimostrato una certa continuità di rendimento negli ultimi mesi, trovando forse l’ideale collocazione tattica nella ‘zolla’ di mezzala destra. Tecnica, potenza e una certa dose di ‘anarchia’ tattica, resta sicuramente un valore aggiunto di questa Inter. Permanenza: 90%

17. ZDRAVKO KUZMANOVIC (Serbia, 1987) – Uno dei significati della parola ‘rivoluzione’, citata da Mancini nell’immediato post-match di Inter-Parma, consiste anche nell’alzare il livello generale della rosa. In questo senso l’ex Fiorentina e Stoccarda, seppur non abbia mai fatto mancare il proprio apporto, potrebbe salutare Milano, nonostante un contratto in scadenza nel giugno del 2017. Permanenza: 35%

18. GARY MEDEL (Cile, 1987) – In tanti mettono in dubbio l’importanza di questo giocatore nella rosa interista. Arrivato, e voluto, con Mazzarri, ha mantenuto a suon di prestazioni una maglia da titolare che neanche Mancini gli ha negato. La gara interna contro la Lazio conferma il ‘peso’ del Pitbull cileno, quando proprio il tecnico jesino rinunciò alla sua corsa e alla sua grinta dall’inizio, salvo poi inserirlo a fine primo tempo. Per caratteristiche, è una delle certezze di questa squadra.Permanenza: 100%

20. JOEL OBI (Nigeria, 1991) – Nerazzurro a intermittenza, il suo futuro dovrebbe vederlo indossare una maglia di una squadra medio-piccola per trovare i minuti necessari per potersi mettere in mostra. Una certezza che all’Inter non può avere. Per la sua crescita (24enne il prossimo 22 maggio) sarà opportuno trovare una soluzione lontano da Appiano Gentile. Permanenza: 20%

29. GASTON CAMARA (Guinea, 1996) – Uno degli elementi di maggior qualità della Primavera di Stefano Vecchi, in molti hanno reclamato un minutaggio più importante con Ranocchia e compagni. Come per il compagno Donkor, possibile esperienza in prestito per crescere e ‘farsi le ossa’. Permanenza: 20%

77. MARCELO BROZOVIC (Croazia, 1992) – Una delle note liete di questa annata ‘amara’. Lo voleva anche il Milan nello scorso mercato invernale, ma l’Inter è riuscita a strappare il della Dinamo Zagabria assicurandosi un elemento tanto importante per l’immediato, quanto per il futuro. Sarà uno dei titolari dell’Inter di domani. Permanenza: 100%

88. ANDERSON HERNANES (Brasile, 1985) – Nerazzurro dal 31 gennaio 2014, quando l’Inter lo strappò alla Lazio per circa 18 milioni di euro (più 2 di bonus), il brasiliano di Recife non ha ancora mostrato quelle doti da top player che lo hanno accompagnato durante l’esperienza biancoceleste. Sarebbe uno degli elementi che garantirebbero liquidità immediata, ma in caso di addio sicuramente Erick Thohir dovrebbe ‘digerire’ una minusvalenza importante. Anche per questo, la stagione 2015-2016 dovrebbe partire da Milano. Permanenza: 85%

ATTACCANTI

8. RODRIGO PALACIO (Argentina, 1982) – Il suo codino non è più quello di qualche anno fa, ma resta ancora un elemento prezioso. Certo, i 3 milioni di euro di ingaggio decisi con il club al momento del rinnovo siglato nel marzo di un anno fa rappresentano un ‘peso’ non indifferente, ma il Mancio si fida di lui, nonostante la carta d’identità reciti ’33 anni’. La prossima sarà la stagione numero 4 che vedrà El Trenza con la maglia dell’Inter. Permanenza: 100%

9. MAURO ICARDI (Argentina, 1993)Copiaincolla del ‘Kovacic-pensiero’. L’uomo più decisivo della rosa diventerà sempre più forte, e il Mancio sarebbe ben contento di ripartire da lui, ma nel calcio di oggi le offerte super dei top club europei farebbero vacillare chiunque. Il club e il suo entourage sono da tempo al lavoro per rinnovare – e ritoccare – un contratto comunque ancora lungo (scadenza 2018), con la dirigenza che continua a ribadire l’importanza futura del talento di Rosario. Chissà, però, come si comportorebbe se Chelsea, Atletico Madrid o Manchester United bussassero alla porta di Corso Vittorio Emanuele con un assegno molto ‘pesante’. Permanenza: 85%

11. LUKAS PODOLSKI (Germania, 1985) – Arrivato dall’Arsenal in prestito oneroso a gennaio, il campione del Mondo di Gliwice è stato una delle note stonate di questa seconda parte di stagione. Nessun gol segnato e tante critiche per un arrivo che, ad oggi, non ha giovato al rendimento generale della squadra. Il suo destino sembra segnato, e sarà lontano dall’Inter. A fine stagione Arsene Wenger prenderà un’ulteriore decisione circa il suo futuro. Permanenza: 0%

28. GEORGE PUSCAS (Romania, 1996) – Titolare nel pareggio contro il Parma al posto, proprio, di Poldi, il talento di Marghita sarà uno degli elementi su cui la società punterà per il futuro. Per incrementarne il processo di crescita, probabile un prestito a fine campionato. Permanenza: 20%

91. XHERDAN SHAQIRI (Svizzera, 1991) – È il grande acquisto dell’era-Thohir. Strappato al Bayern Monaco, oltre che a una grande concorrenza, il nazionale svizzero è approdato a Milano in prestito con obbligo di riscatto fissato a 15 milioni di euro. Mancini lo ha utilizzato quasi sempre come trequartista, anche se le sue caratteristiche lo tramutano giocoforza in un 10 atipico. A tratti risucchiato nelle difficoltà generali, il talento di Gnjilane può essere già considerato il top player di questa Inter. Permanenza: 100%

97. FEDERICO BONAZZOLI (Italia, 1997) – Futuro immediato già scritto per il baby di Manerbio, quello più lontano… chissà. L’Inter, infatti, da tempo ha definito con la Sampdoria il suo passaggio definitivo in Liguria per circa 6-7 milioni di euro, garantendosi però il diritto di riacquisto per una quindicina di milioni. Permanenza: 0%

FONTEfcinternews.it