I 100 giorni del Mancio: Mercato, Thohir, gioco e quello stile…british

La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna analizza i primi 100 giorni di Roberto Mancini sulla panchina nerazzurra. Un ritorno che prende forma il 15 novembre 2014, primo giorno d’insediamento del Mancio che tornava “a casa” accolto con infinito affetto da tutti i sostenitori nerazzurri.

ALADINO – “non sono Aladino” commenta subito ma l’Inter deve tornare a vincere. Contro la Juventus sfiora il colpaccio allo Stadium. Alla fine sarà un pareggio, ma quanti rimpianti.

CHICKEN – A Napoli l’Inter gioca, viene impallinata da Higuain nei minuti di recupero, esce dalla coppa Italia “Siamo stati del polli” commenta amaramente il tecnico.

ESCAPE – “Nella vita bisogna lasciare quando si vuole, se non si sta bene o si vuole cambiare” Questo in riferimento alla clausola d’uscita sul contratto del tecnico che lo lega ai nerazzurri.

GUARIN – Mancio ha restituito credibilità (e mercato) a un giocatore che era anarchico al cubo.

IMPRESA – “Se arriviamo in Champions vado in bici a Santiago de Compostela”

LIRA – “come mi ha convinto Thohir? Mi ha detto che non c’era una lira ma io non ci ho creduto”

MATEO E MARCELO  – “Kovacic? Diventerà un campione ma deve imparare a…”. Brozovic? Mancio disse “prendiamolo” davanti a Italia-Croazia

OSVALDO – Juventus – Inter, Icardi non la passa, Osvaldo esplode. Al rientro negli spogliatoi Pablo si scaglia contro il Mancio, lo fermano in due prima della mani addosso. Mancio non lo perdonerà: sarebbe stato un precedente pericoloso.

PALLA LUNGA – Divieto assoluto. Si gioca palla a terra.

VINCERNE 3 – è dal novembre 2012 che l’Inter non riesce a vincere 3 gare di fila.

ZEN – da cinquantenne vede tutto con filosofia, l’Inghilterra lo ha addolcito. I cazziatoni li fa ma ora è very british “non ho esultato perché ci siamo confrontati con Icardi”.

FONTEfcinter1908.it