Handanovic SUPER, secondo le statistiche è il migliore in Europa

Davvero per lui è una questione di principio: di prendere gol, neanche sul 4-0 per la propria squadra, non ne vuol proprio sapere. Evidentemente dopo anni pieni di delusioni a raccogliere palloni in fondo alla rete Samir Handanovic si è stancato e ha deciso di cambiare marcia. Grazie anche a una difesa finalmente solida, che gli permette anche di rilassarsi per lunghi tratti delle partite, il portiere sloveno sta vivendo la migliore stagione della sua carriera e le statistiche sono dalla sua. Ieri sera al Friuli, casa sua per tanti anni, Handanovic ha portato a casa l’undicesima allacciata di scarpini chiodati senza subire reti (su 16), piazzandosi in vetta alla classifica dei colleghi nei principali 5 campionati d’Europa. In altre parole, gente come Neuer, Buffon, De Gea, Bravo, Navas e altri top o presunti top goalkeeper lo guardano dal basso verso l’alto.

Ieri sera l’ennesima conferma di uno stato di grazia assoluto, certificato da numeri sempre più sorprendenti: le 7 parate raccolte contro i friulani portano a 58 il numero complessivo in 16 giornate di campionato, con l’86% di efficacia negli interventi e appena 9 gol al passivo di cui 4, giusto ricordarlo, nella serata disgraziata, anche a livello personale, contro la Fiorentina. Una serata da cui lui, prendendosi tutte le sue responsabilità, ha saputo rialzarsi di slancio ergendo, assieme ai compagni di reparto, un autentico muro per ogni avversario. Contro l’Udinese i migliori interventi sono arrivati forse a gioco fermo, ma anche sul 4-0 le risposte ad Aguirre e Perica confermano la ferrea volontà dello sloveno di non rinunciare a nulla dal punto di vista statistico.

In attesa che il rinnovo del contratto venga formalizzato, oggi Handanovic sta legittimando la fiducia che l’Inter gli ha accordato proponendogli un prolungamento significativo per un 31enne, che però in questa stagione ha dimostrato di non essere meramente un fenomeno sui rigori. Mancini ha ricostruito l’Inter partendo dalle fondamenta, proteggendo il proprio estremo difensore con una coppia solida di centrali e facendo in modo che tutti i pilastri arretrati si nutrissero di fiducia reciproca. Anche questo è uno dei segreti dell’Inter capolista.