Handa, 294 minuti senza gol subiti. Manca un Pirlo ma l’Inter dimostra…

Ormai sta diventando un ritornello: l’Inter gioca male eppure vince. Grazie al primo gol in serie A di Kondogbia, dunque, i nerazzurri vivranno la sosta da primi della classe anche grazie alla solidità difensiva e ai miracoli di Samir Handanovic già decisivo contro Bologna e Roma. Sorride Mancini, alla settima affermazione per 1-0, l’ottava (su otto) con un solo gol di scarto: la sua squadra non gioca un calcio spettacolare e fatica a segnare, ma è estremamente concreta e solida. La retroguardia nerazzurra è la meno battuta del torneo e l’ultima rete incassata dal portiere sloveno risale ormai a 294′ fa.

Gli esteti del calcio diranno che la leadership dell’Inter non durerà perché non poggia né su una manovra fluida né sulla prolificità del reparto offensivo, ma il tecnico di Jesi non è affatto turbato dal gioco non esaltante e dalla ripresa di ieri nella quale il Toro avrebbe meritato il pareggio.

Mancini sa che, per come è costruita, la sua formazione faticherà sempre ad essere spettacolare visto che in mezzo al campo non ha (per ora?) la qualità di Pirlo, ma la corsa e l’aggressività di Medel e Melo. La gara contro la formazione di Ventura, però, gli ha confermato di avere un gruppo di giocatori che hanno carattere, temperamento e forza fisica. Così si spiegano i 27 punti in classifica dopo 12 giornate, un biglietto da visita troppo importante per pensare “solo” alla qualificazione alla prossima Champions League. Questa Inter di ferro può puntare più in alto.